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Fondazione Teatro Due dal 10/02/2010 al 07/03/2010

di Samuel Beckett
con Giancarlo Ilari
scena Fabiana Di Marco
regia Massimiliano Farau

foto di scena Marco Caselli Nirmal

È il suo sessantanovesimo compleanno e, nel cuore della notte, Krapp, “un vecchio sfatto”, si appresta a celebrare il suo personalissimo e solitario rito di festeggiamento: dopo aver consumato almeno un paio di banane, di cui è ghiottissimo, inciderà su un vecchio registratore a bobine gli eventi più significativi dell’anno appena trascorso. Ma un ricordo lo tormenta, quello di un altro anno, ormai lontano, particolarmente denso di accadimenti: la morte di sua madre, volatili epifanie di figure femminili, e il prodursi di una misteriosa “visione” che ha cambiato per sempre la sua vita, facendogli concepire il progetto di un poderoso quanto enigmatico “opus magnum”. Soprattutto un certo episodio, però, lo assilla: è accaduto in un pomeriggio assolato, su una barca alla deriva fra le canne di un lago, in compagnia di una donna. Quando Krapp riascolterà la sua voce di trentanovenne narrare quell’episodio capirà di aver compiuto, per paura “di distrarsi dalla sua scrivania”, una scelta forse esiziale.

Con “L’ultimo nastro di Krapp” Beckett ha scritto probabilmente la sua opera più personale e toccante: un’ elegia lancinante sull’incapacità di amare, sulla felicità perduta, sullo scacco esistenziale.

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