Che cos’è l’Orestea di Eschilo?

Docente – Pierre Judet de La Combe
École des hautes études en sciences sociales – Paris

Avvicinarsi alla tragedia greca impone innanzitutto di liberarsi dei numerosi luoghi comuni che l’accompagnano, ovvero che la tragedia esprima una concezione “tragica” dell’esistenza umana o non sia altro che lo specchio della polis democratica o serva a stabilire una comunanza di fervore religioso e così via.
Queste generiche opinioni sulla tragedia non consentono di comprenderne la sostanziale ricchezza scenica e poetica, in quanto realizzazione virtuosa.
Il seminario si propone di analizzare un’opera in particolare: l’Orestea di Eschilo – sola trilogia a noi giunta pressoché integra – che raggruppa tre drammi estremamente diversi tra loro, sia per gli universi scenici, che per quelli musicali, intellettuali, mitici e politici evocati da ciascuno di essi.
Agamennone, Le Coefore, Le Eumenidi rappresentano quindi una vera sfida, in ogni lavoro d’interpretazione, tanto letterario quanto drammaturgico.

L’iscrizione avverrà previa selezione sulla base del curriculum vitae.
Per invio curricula e informazioni scrivere a: caterina.vianello@teatrodue.org

Costo di partecipazione €250

Teatro Due, 25-30 giugno 2018
Tutti i giorni 11.00 – 13.00 /15.00 – 17.00

lacombe1Pierre Judet de La Combe (nato nel 1949) è un ellenista francese, direttore degli studi presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS).
Nel 1975, è entrato a far parte del CNRS; dal 1986 al 1997 ha diretto il Centro di ricerca filologica Lille III fondato da Jean Bollack. Nel 2002, è stato nominato direttore degli studi presso EHESS. Dal 2003 è membro del Centro per la ricerca interdisciplinare sulla Germania. Oltre alla sua attività di insegnamento a Lille III (dal 1978), ha insegnato letteratura greca dal 1981 al 1987 all’École normale supérieure. Dal 2003, insegna interpretazione letteraria a EHESS. Nel 2002 è stato visiting professor all’Università di San Paolo in Brasile.
Pierre Judet de La Combe era un allievo e collaboratore di Jean Bollack, appartenente infatti alla “Scuola di Lille”. Si è specializzato nell’ermeneutica della tragedia greca; il suo lavoro si concentra in particolare su Eschilo e la poesia greca arcaica (Esiodo, Stesichorus e Pindaro), ma anche sulla storia della filologia e sul futuro dell’educazione in Europa.