Gioco Rito Teatro:
Antropologia dei mondi immaginari

Docente – Carlo Severi
École des hautes études en sciences sociales – Paris

Partiremo quest’anno da uno studio del gioco.

A quali condizioni un oggetto inanimato può – nello spazio e nel tempo di un gioco – pensare, parlare o rispondere a uno sguardo? In apparenza, l’oggetto sembra agire come l’immagine speculare dell’essere umano che sostituisce. In una bambola, per esempio, si specchia una bambina. Cercheremo di mostrare che l’oggetto-persona può agire in modi molto più complessi. Sia esso un giocattolo, una statuetta rituale, un monumento funebre o un’opera d’arte, questo «essere animato dal pensiero» è più simile a un cristallo che a uno specchio. Non restituisce l’immagine di una persona, ma capta e organizza frammenti di identità diverse, a volte inconciliabili.
Una volta identificato, su diversi esempi, questo modello di comunicazione “per gioco”, porremo il problema dell’azione rituale e, infine, tramite una prima lettura dell’Antigone di Sofocle, quello della natura dell’azione teatrale.

L’iscrizione avverrà previa selezione sulla base del curriculum vitae.
Per invio curricula e informazioni scrivere a: caterina.vianello@teatrodue.org

Costo di partecipazione €350

Teatro Due, dal 13 al 20 Giugno 2018
Tutti i giorni 10.00 – 13.00 /15.00 – 16.00

carlo severiCarlo Severi (9 dicembre 1952) è un antropologo italiano, noto per i suoi studi sull’immagine e sulla memoria sociale. Ha studiato filosofia all’Università Statale di Milano e ottenuto la laurea nel 1976. L’interesse per l’antropologia risale a questo periodo (la sua tesi di laurea aveva come titolo “Analisi del Mu Ikala: struttura della terapia e ideologia del soggetto in un esempiodi terapia primitiva (Cuna de Panama)”[1]). Durante il suo dottorato in antropologia all’École des Hautes Études en Sciences Sociales, è stato allievo di Claude Lévi-Strauss e di Georges Devereux (Titolo della tesi: Le traitement chamanique de la folie chez les Indiens Cuna de Panama). È attualmente directeur d’études presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, dove detiene la cattedra di Antropologia della memoria. È membro del Laboratoire d’anthropologie sociale del Collège de France (il LAS fu fondato nel 1960 da Claude Lévi-Strauss) dal 1985, e membro del Dipartimento di ricerca al Musée du quai Branly di Parigi.