L’ISTRUTTORIA

di Peter Weiss

“L’Istruttoria” ci racconta un momento particolare della nostra Storia, dalla cui riflessione non ci si può esimere e su cui occorre ancora meditare per preservarci dal ritrovarci coinvolti in analoghe tragedie.”
Gigi Dall’Aglio

traduzione di Giorgio Zampa

con
Roberto Abbati
Paolo Bocelli
Cristina Cattellani
Laura Cleri
Gigi Dall’Aglio
Paola De Crescenzo
Pino L’Abbadessa
Milena
 Metitieri
e
Davide Carmarino / Emanuele Nidi (esecuzione musicale)

musiche originali Alessandro Nidi
costumi Nica Magnani
luci Claudio Coloretti

regia Gigi Dall’Aglio

produzione Fondazione Teatro Due

SPAZIO BIGNARDI
8, 14, 15, 21 e 22 febbraio 2020 ore 20.30
9, 16 e 23 febbraio 2020 ore 16.00

La memoria dell’Olocausto, il dovere di ricordare, l’arte di mantenere un impegno rispetto alla storia: L’Istruttoria, capolavoro del teatro documentario europeo composta da Peter Weiss attingendo alle deposizioni processuali dei testimoni e dei sopravvissuti di Auschwitz, nel 1984 è stata messa in scena dal Teatro Due di Parma diretta da Gigi Dall’Aglio, un allestimento divenuto un cult teatrale  che ha conosciuto importanti tournée in Italia e all’estero e che, da oltre trent’anni, torna ogni anno sul palco del Teatro Due con gli stessi attori. L’Istruttoria conta oltre 1100 repliche, ed è stata vista da più di 170.000 persone. Ovunque venga rappresentata raccoglie la forte partecipazione degli spettatori di tutte le età; ogni anno il rito del Teatro si compie accompagnando le diverse generazioni nell’Inferno di Auschwitz, in un viaggio-tragedia della Storia contemporanea in cui non può compiersi nessuna catarsi.

Nel 1984 per la prima volta l’Ensemble Attori Teatro Due, diretta da Gigi Dall’Aglio portava in scena L’Istruttoria di Peter Weiss, a vent’anni dalla stesura del testo-inchiostro basato sui documenti del processo di Francoforte. Da allora, ogni anno, senza interruzione la memoria della Shoa è stata presentata sul palcoscenico di Parma: gli stessi attori da oltre trent’anni, instancabilmente guidano il pubblico attraverso gli undici canti dell’inferno del lager, preceduti da un prologo pasoliniano sull’inumana aberrazione dell’universo dei campi di concentramento. In questi moduli si consuma il dibattimento processuale e si confrontano le testimonianze strazianti di nove vittime e diciotto carnefici. Gli attori del Teatro Due danno vita a un rito collettivo di vero teatro civile e di sentita rammemorazione, lontana dall’epicità ma vicina alla percezione e all’emotività del pubblico, affinché l’orrore non si rinnovi e ciò che ci rimane d’umano non s’estingua.

Giulia Morelli – Hystrio

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