LE DISAVVENTURE DI PINOCCHIO

una favola musicale basata sul romanzo di Carlo Collodi

Musica Trio Amadei
Drammaturgia e Scenografia Patrizio Dall’Argine

con
Patrizio Dall’Argine
Veronica Ambrosini
Virginia Ambrosini
Camilla Pacchierini
Vladimiro Strinati
Rocco Manfredi

musicisti
Trio Amadei
Vincenzo Vasi
Gunilla Kerrich
Françoise Renard
Pierluca Cilli
Gabiele Gagliarini
Manuel Romei
Filippo Nidi
Andrea Bertasi
Giuseppe Errico

canto e voce narrante Annamaria Senatore

supervisione Emanuele Gamba

creazione Trio Amadei, Teatro Medico Ipnotico, Marta Cioffi

SPAZIO GRANDE
21 dicembre 2019 
ore 16.00 e 20:30

Una baracca di burattini di dimensioni giganti, su cui si muovono personaggi dalle fattezze, dimensioni e qualità più varie. Il grande teatro di figura italiano si fonde con le video animazioni e il video mapping. Le composizioni originali mescolano strumenti classici ed elettronici, per uno spettacolo che affonda le radici nella tradizione, ma guarda ai linguaggi contemporanei.
La storia è quella che tutti conoscono, ma con un finale a sorpresa: Pinocchio ha origine da un pezzo di legno che racchiude uno spirito. La cosa che desidera di più è trasformarsi, crescere, diventare bambino. Viene quindi messo di fronte alla natura dell’uomo e conosce emozione, tradimento, tristezza, gioia, perdizione, tentazione, paura, amicizia, abbandono, amore e libero arbitrio. La Fata Turchina potrebbe trasformarlo, ma farà di più, facendo scoprire a Pinocchio la bellezza della propria unicità, ciò che lo rende unico e irripetibile come un’impronta digitale.

L’immaginazione è il più potente motore dell’essere umano. Il teatro è la più grande macchina di immaginazione. Le disavventure di Pinocchio è una creazione incantevole che ci ha rapiti, creazione del Trio Amadei, tre fratelli musicisti che vivono sulle colline della Valceno ma sono famosi in tutta Europa, e del Teatro Medico Ipnotico.
Avete presente quella semplicità che nasce solo da un lavoro di cesello, artigianale e sapiente? Lo spettacolo è semplicemente un capolavoro e parla al bambino che è sepolto in ognuno di noi.
Come Pinocchio, che è nascosto in un pezzo di legno. Un burattino che immagina di diventare bambino. E che, dopo tante disavventure, diverrà un bambino speciale, superando persino la sua stessa immaginazione, travalicando anche il romanzo di Collodi. La musica è la molla che fa scattare l’incantamento, ci si immerge nei colori dell’avventura umana: il caos di una tarantella, la genesi che origina dal disordine, la paura, il vento che fischia nel bosco durante un inseguimento, il carosello dei burattini di Mangiafuoco, l’incontro di padre e figlio nella pancia della balena. Il continuo rimando tra attori in carne e d ossa con le maschere, sagome e pupazzi ci ricorda che noi siamo un po’ burattini e un po’ umani, che siamo un po’ bestie e un po’ fatati. Che l’origine è sempre una trasformazione, non veniamo dal nulla e non cadiamo nel nulla. Il messaggio ci arriva leggero come la fogliolina di queste originali disavventure di Pinocchio.

Donata Meneghelli