a cura di Vincenzo Picone

Jeanne e Willy sono due adolescenti pieni di domande, di lucide riflessioni, di dubbi sul mondo che gli sta attorno e che sembra essere sempre più inadatto al loro sentire e alla loro ricerca personale: come faccio ad orientarmi se nessuno riesce a darmi una bussola?

Prof cosa vuol dire essere vivi? è uno spettacolo pensato appositamente per essere realizzato all’interno delle classi – ispirato liberamente alla drammaturgia del contemporaneo Wajdi Mouawad (autore molto attento alle nuove generazioni) – che ha come centro d’interesse il tumultuoso mondo dell’adolescenza con tutte le sue contraddizioni e le sempre più attuali problematiche legate al conflitto generazionale, spesso specchio di molti atteggiamenti di rifiuto della realtà e di chiusura da questa (Neet, Hikikomori, Suicidio giovanile…).

Sullo sfondo, quasi da film noir, di un ritrovamento di due corpi abbracciati in fondo ad un fiume si staglia l’ironica e quanto mai dissacratoria storia dei due protagonisti che, ripercorrendo tutta una serie di volontari cliché sui giovani d’oggi, sembrano porci – proprio Noi, come loro Padri – difronte alla responsabilità di una consegna, la consegna di un mondo sempre più corrotto e privo di punti di riferimento.

Jeanne e Willy cercheranno quindi di interrogare i loro coetanei sulle loro esigenze e le loro spinte emotive e intellettuali, partendo dalla ricerca di quello che può essere definito come una possibilità di salvezza per il singolo individuo e, forse, per tutta l’umanità: la Bellezza.

Mettere le nuove generazioni al centro di una riflessione teatrale e davanti il loro mondo frastagliato significa creare una sana opportunità di riflessione su quello che ci sta accadendo oggi.

Ph_Luca Nucera