UN CANTO DI NATALE
di Charles Dickens

Reading con Gigi Dall’Aglio

Sala Bignardi
21 dicembre 2017 ore19.00

 

A 45 anni, nel pieno della sua maturità artistica e professionale, Cherles Dickens si reinventa come “lettore” delle proprie opere e inizia a portare in scena in stupefacenti one man shows alcune pièce tratte dalla sua produzione narrativa, riportando in vita – condensati – i momenti, le scene e i personaggi più amati da lui e dal suo pubblico.

Fu un successo travolgente. Per poco più di dieci anni, prima in tutto il Regno Unito e poi negli Stati Uniti, Dickens compì tournées entusiasmanti, che riempirono le sale di migliaia di spettatori ipnotizzati davanti ai quali egli “recitava” il mondo variegato e ricchissimo della sua narrativa. Da grande attore qual era, trasportava nella voce tutta la ricchezza inesauribile del proprio linguaggio, dalle sfrenatezze del comico alle melodrammatiche intensità del patetico, alle oscure pulsioni del tragico, in spettacoli di indimenticabile intensità emotiva di cui rimangono attonite e appassionate testimonianze.

Questi “copioni”, che conservano tutte le tracce del parlato e del processo di drammatizzazione, mostrano intatto l’affascinante percorso di un autore maturo che ritorna su se stesso accogliendo e negando, scegliendo e spostando trame, personaggi e temi di tutta la sua lunga vita creativa.

Una delle più affascinanti e famose storie sul Natale si deve proprio alla penna di Dickens, ovvero il romanzo breve Un Canto di Natale (A Christmas Carol), composto nel 1843, primo e più importante della serie dei cosiddetti Libri di Natale, di cui fanno parte anche Le campane, Il grillo del focolare, La battaglia della vita e Il patto col fantasma.

La storia del vecchio e arido usuraio Scrooge, visitato nella notte della vigilia da tre spiriti (il Natale del passato, del presente e del futuro), che lo porteranno al cambiamento, è un canto fantastico che racchiude un’aspra critica alla società del tempo e molte verità profonde, narrate con spirito picaresco e una cupa nota gotica.

Robert Luis Stevenson disse dopo aver letto I Libri di Natale di Dickens “ho pianto come un bambino, ho fatto uno sforzo impossibile per smettere. Quanto è vero Dio, sono tanto belli, e mi sento così bene dopo averli letti che voglio uscire a fare del bene a qualcuno […] Oh, come è bello che un uomo abbia potuto scrivere libri come questi riempiendo di compassione il cuore della gente!.”

Con la lettura di Un Canto di Natale è iniziata l’avventura di Dickes sui palchi teatrali, e con questo stesso copione si è chiusa, il 15 marzo del 1870, poco prima della sua morte.