Una cantante sola sulla scena, accompagnata dal suo fedele pianista, immersi in un ambiente minimale e intimista, nell’eleganza sofisticata di un concerto in una music–hall d’altri tempi, omaggia il fascino e l’eleganza, l’intimità avvolgente, decadente e malinconica delle voci delle grandi dive del passato.

La cantante franco-americana Rosemary Standley (la splendida front-woman della band Moriarty), diretta da Juliette Deschamps, accarezza l’anima della platea con la sua voce suadente e potente e la sua magica presenza retrò, eseguendo una preziosa raccolta musicale, tra musica classica, jazz, melodia, canzone d’autore: un repertorio eclettico che va da Francois Pulenc a Doris Fischer, George Gershwin, Armando Trovajoli, Sophie Tucker, John Lennon, Kurt Weill, Alain Bashung, Moriarty, Peggy Lee, Nina Simone, Carlos D’Alessio, Henry Purcell.
Rosemary Standley e Juliette Deschamps invitano il pubblico a partecipare a un cabaret affascinante e malinconico, incontrando le dive e le icone della musica del XX secolo, attraverso il ricordo di Marlene Dietrich, Marilyn, Gena Rowland, Nina Simone, Billie Holiday, Rita Hayworth e le suggestioni di film come Casablanca, Johnny Guitar, Gilda, India Song. Raccontando le loro vite schiacciate tra il successo e la solitudine, il filo dello spettacolo conduce il pubblico attraverso la storia d’amore della protagonista, ponendo uno sguardo contemporaneo sulla “star” come fenomeno, applaudita sul palco e poi sola con i mazzi di fiori ricevuti nel silenzio del camerino a sipario calato.
Un progetto di teatro musicale che è un tributo alla femminilità, elegante e decadente, brutale e appassionata.

Rosemary libera sulla scena qualcosa di raro: una fantasia, ma anche una specie di fragilità e inquietudine tipicamente femminile. – Macha Makeieff, Direttore Théâtre de la Criée – Centre Dramatique National, Marsiglia

Il miracolo è la capacità dei due musicisti, la cantante e la pianista, di mettere tutto ciò in fila, senza rotture, con la leggerezza di una piuma, la stessa che Juliette Deschamps ha usato per creare un ambiente con il nulla… – Le Monde, 2013

La messa in scena di Juliette Deschamps si accontenta di un grande sipario e di qualche paio di occhiali da sole per raccontare tutto un mondo; la sua direzione d’attore è di una precisione impeccabile, guidando minuziosamente la sua eroina tra finezza e sincerità (…), per parlarci della vita come la si sogna e dell’esistenza come è… Se il teatro offrisse sempre questo, il pubblico avrebbe delle buone ragioni per essere felice. – lemonde.fr

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