ideazione, drammaturgia e scene di Maurizio Camilli

scrittura fisica e messa  in scena  Michela Lucenti

con Maurizio Camilli e Ambra Chiarello

disegno luci Stefano Mazzanti

produzione Fondazione Teatro Due/Balletto Civile

in collaborazione con CSS Teatro Stabile di Innovazione FVG

Premio Associazione Nazionale Critici Italiani 2010

Il giovane, simpatico e violento rampollo di una famiglia che domina l’impero dell’alluminio è il classico individuo che cerca scorciatoie per arrivare il prima possibile al maggiore risultato con il minimo sforzo, e con qualsiasi mezzo.

Da uno scenario familiare molto benestante, apparentemente normale, il nostro “eroe”, ispirato a Pietro Maso, conduce lo spettatore nei meandri dei suoi deliri fatti di ricordi del passato, leggende popolari e sogni di gloria, tutti direzionati verso un’unica idea: sbarazzarsi di chi rompe le palle…

Aggressività, superficialità e insoddisfazione sono sempre sospesi fra realismo e astrazione, ilarità e oscure pulsioni si mescolano disarmando lo spettatore e, inaspettatamente, divertendolo.

Vincitore del Premio della Critica 2010 assegnatogli dall'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, Col sole in fronte conferma il talento dell’attore e danzatore Maurizio Camilli.

 

Tema terribilmente attuale, che questo spettacolo declina con intensità ispirandosi al caso di Pietro Maso. Col sole in fronte di Balletto Civile, infatti, si delinea il prototipo veneto di una mostruosità filiale coerente, diceva padre Turoldo, con il sistema sociale che la nutre. <<È un rampollo simpatico e violento – spiega Maurizio Camilli, che dà corpo in scena a una partitura fisica e vocale di grande precisione ed efficacia – e c’è il rischio che alla fine vi piaccia>>. Fabbrichetta, soldi e macchine, eccessi e discoteche. Morto il padre (, ripete), resta un’ingombrante madre-badante, incarnata da Ambra Chiarello. Ogni surplus di energia e violenza prende forme danzate, mentre il testo ricostruisce il romanzo di formazione di questo rampollo aberrante. Camilli (drammaturgia a scene) e Michela Lucenti (scrittura fisica e messa in scena) creano una figura che ha la lingua di Paolini e il ritmo tragico del Roberto Zucco di Koltès”.

Fernando Marchiori, “Liberazione”

 

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