regia di Carlo Cecchi

DOLORE SOTTO CHIAVE /SIK SIK L’ARTEFICE MAGICO

di Eduardo De Filippo

SPAZIO GRANDE
5 marzo 2022, ore 20:30
6 marzo 2022, ore 16:00

con Carlo CecchiAngelica Ippolito, Vincenzo Ferrera,
Dario Iubatti, Remo Stella, Marco Trotta

DOLORE SOTTO CHIAVE
scene Sergio Tramonti
costumi Nanà Cecchi
luci Camilla Piccioni

SIK SIK L’ARTEFICE MAGICO
scene e costumi Titina Maselli
realizzazione scene e costumi Barbara Bessi
luci Camilla Piccioni
musica Sandro Gorli

regia Carlo Cecchi

produzione MARCHE TEATRO / Teatro di Roma / Elledieffe

Un dittico con la regia di Carlo Cecchi che riunisce due atti unici di Eduardo De Filippo: Dolore sotto chiave e Sik-Sik, l’artefice magico.

Dolore sotto chiave nasce come radiodramma nel 1958, andato in onda l’anno successivo con Eduardo e la sorella Titina nel ruolo dei protagonisti, i fratelli Rocco e Lucia Capasso. Lucia per molti mesi nasconde al fratello  – nel timore che questi possa compiere un atto inconsulto –  l’avvenuta morte della moglie Elena e finge di occuparsi delle cure della donna, gravemente malata. Lucia impedisce a Rocco di vedere la moglie, con la scusa che la sua sola presenza potrebbe causare emozioni che potrebbero esserle letali. Rocco, esasperato dalla interminabile agonia di lei, in una crisi di rabbia entra a forza nella stanza della malata e la scopre vuota.
In Dolore sotto chiave ritorna il tema della morte, spesso affrontato nelle opere di Eduardo. A tenere la scena non sono tuttavia le conseguenze della morte di Elena, ma una vita che non è più vita proprio perché qualcuno ha deciso di sottrarre quell’evento alle sue leggi naturali. La morte fa il suo corso – sembra dire Eduardo – portando con sé un carico di lutti, ma all’uomo non resta che affrontarla, perché anch’essa fa parte della vita e cercare di negarla, di non riconoscerla, significa negare la vita stessa.


Sik sik l’artefice magico è un atto unico scritto nel 1929, è uno dei capolavori del Novecento. Sik-Sik (in napoletano, “sicco” significa secco, magro e, come racconta lo stesso Eduardo, si riferisce al suo fisico) è un illusionista maldestro e squattrinato che si esibisce in teatri di infimo ordine insieme con la moglie Giorgetta e Nicola, che gli fa da spalla. Una sera il compare non si presenta per tempo e Sik-Sik decide di sostituirlo con Rafele, uno sprovveduto capitato per caso a teatro. Con il ripresentarsi di Nicola poco prima dello spettacolo e con il litigio delle due “spalle” del mago,  i numeri di prestigio finiranno in un disastro e l’esibizione si rivelerà tragica per il finto mago ma di esilarante comicità per il pubblico. Eduardo reinterpretò Sik-Sik alla fine della sua carriera; recitò per l’ultima volta affiancato dal figlio Luca e da Angelica Ippolito per poi ritirarsi dalle scene dopo cinquant’anni di carriera.

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