The Birthday Party

IL COMPLEANNO

di Harold Pinter

traduzione di Alessandra Serra

SPAZIO GRANDE
4 marzo, ore 20:30
5 marzo, ore 16:00

con
Maddalena Crippa, Alessandro Averone, Gianluigi Fogacci,
Fernando Maraghini, Alessandro Sampaoli, Elisa Scatigno

scene Ferdinand Woegerbauer
costumi Anna Maria Heinreich
luci Andrea Violato

assistente alla regia Carlo Bellamio
assistente alla produzione Cecilia Negro

regia Peter Stein

produzione TieffeTeatro Milano, TSV-Teatro Nazionale, Viola Produzioni

The Birthday Party

IL COMPLEANNO

di Harold Pinter

traduzione di Alessandra Serra

SPAZIO GRANDE
4 marzo, ore 20:30
5 marzo, ore 16:00

con
Maddalena Crippa, Alessandro Averone,
Gianluigi Fogacci,
Fernando Maraghini,
Alessandro Sampaoli, Elisa Scatigno

scene Ferdinand Woegerbauer
costumi Anna Maria Heinreich
luci Andrea Violato

assistente alla regia Carlo Bellamio
assistente alla produzione Cecilia Negro

regia Peter Stein

produzione TieffeTeatro Milano,
TSV-Teatro Nazionale, Viola Produzioni

Il Compleanno è stato messo in scena per la prima volta il 28 aprile 1958 all’Arts Theatre di Cambridge e diretta da Peter Wood, è una delle pièce più apprezzate e rappresentate di Harold Pinter che la scrisse a soli 27 anni, influenzato dal teatro dell’assurdo di Samuel Beckett e dalla lettura del Processo di Franz Kafka, di cui lo stesso Pinter realizzò nel 1993 una sceneggiatura cinematografica.
La vicenda de Il Compleanno parte da una situazione apparentemente innocua per poi sfociare nell’inverosimile per via dei suoi personaggi. Individui paurosi, isolati dal mondo in uno spazio ristretto, infelici ma al sicuro. Fintantoché non arriva qualcosa o qualcuno, a scuotere il loro pertugio e a rappresentare una minaccia, un teatro che mette in scena individui soffocati dalla repressione, spesso neanche consapevoli della loro condizione, anzi convinti di essere in effetti uomini totalmente liberi.
Peter Stein riprende dopo la sua fortunata edizione de Il ritorno a casa il suo personale viaggio nella straordinaria drammaturgia pinteriana e lo fa ancora con un testo giovanile del grande autore inglese e ancora con una cosiddetta “commedia della minaccia”, ovvero una commedia dall’inizio apparentemente normale che evolve in situazioni assurde, ostili o minacciose. In scena alcuni dei suoi attori più “fedeli” come Maddalena Crippa, Alessandro Averone e Gianluigi Fogacci.

I 63 anni che sono passati dalla creazione del “Compleanno” di Harold Pinter non hanno tolto niente del suo effetto enigmatico ed inquietante.
Un tipo perdente con un passato non molto chiaro è raggiunto da questo passato, messo sotto terrore e con forza cambiato in un uomo che segue rigorosamente le regole ferree della vita quotidiana. L’atmosfera di una minaccia continua non smette mai – come nella vita di tutti noi – di dominare qualsiasi azione, la domanda: chi siamo noi? Alla quale non possiamo mai rispondere perché una falsa o oscura memoria si mischia con la nostra voglia di metterci in scena, sta al centro di questo compleanno d’orrore.

Peter Stein

Il Compleanno è una delle pièce più apprezzate e rappresentate di Harold Pinter che la scrisse a soli 27 anni, influenzato dal teatro dell’assurdo di Samuel Beckett e dalla lettura del Processo di Franz Kafka. La vicenda de Il Compleanno parte da una situazione apparentemente innocua per poi sfociare nell’inverosimile per via dei suoi personaggi. Individui paurosi, isolati dal mondo in uno spazio ristretto, infelici ma al sicuro. Fintantoché non arriva qualcosa o qualcuno, a scuotere il loro pertugio e a rappresentare una minaccia, un teatro che mette in scena individui soffocati dalla repressione, spesso neanche consapevoli della loro condizione, anzi convinti di essere in effetti uomini totalmente liberi.

Questo spettacolo è una storia di liberazione dai fantasmi che ci inseguono.
Le illusioni collassano, crudeli verità vengono rivelate e l’immagine della famiglia ideale si frantuma rivelando ciascun membro per l’individuo libero qual è. Riconquistare la propria indipendenza attraverso il superamento delle illusioni, come donna e come madre, diventa l’unica strada possibile verso la libertà. I personaggi femminili di Ibsen hanno qualcosa di sbalorditivo e straordinario, sono tra i più potenti del mondo teatrale. Siamo di fronte ad una donna che vede chiaramente, agisce con coraggio, svela menzogne ed è infallibile nel suo giudizio. è capace di sacrificare tutto in nome della verità.

Peter Stein

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