Da qualche tempo, ogni martedì, Marie-Pierre e suo padre vanno al Monoprix. Fanno acquisti per la settimana, vanno da un reparto all’altro, hanno le loro piccole abitudini, fanno la coda e passano in cassa, dove li conoscono e li guardano tutti. Guardano Marie-Pierre, soprattutto, che è bella, alta, e prima, si chiamava Jean-Pierre.

Acclamato nei Festival di Avignone e di Edimburgo, poi a Parigi, Roma e Milano, Il martedì al Monoprix di Emmanuel Darley, nella versione italiana, tradotta e adattata da Raffaella Morelli, che ne firma anche la regia, affronta la difficile tematica della differenza e dell’esclusione, mettendo in scena il conflitto quotidiano fra una figlia transessuale e il padre. Un rapporto difficile e appassionato dal quale affiora il dolore comune per una doppia perdita: la perdita del padre che in Marie-Pierre non riconosce e non accetta la nuova identità del suo unico figlio maschio Jean-Pierre e la perdita di Marie-Pierre, privata per questo dell’amore di suo padre. La scrittura commovente di Darley e la sensibile interpretazioen di Curcurù, nel doppio ruolo del padre e della figlia, danno vita a una coppia di personaggi vividi: un padre imprigionato nella sua diffidenza e un figlio alla conquista della sua identità.

“Marie Pierre – afferma Enzo Curcurù, protagonista dello spettacolo – sa di far male al padre presentandosi cosi com’è, ma non può farne a meno. Si sfida continuamente nella continua ricerca di se stessa, in un zoppicante, disperato inseguimento verso lo sguardo di chi l’ha generata.”
“In questa pièce, – chiarisce la regista Raffaella Morelli – il tema della transessualità si pone, con tutta evidenza, come un pretesto per parlare, più in generale, della non-accettazione della diversità. Un confronto/scontro dove, malgrado tutto l’amore di una figlia (ex figlio), il padre non vuole e non può accettare una condizione umana troppo lontana dal suo modo di pensare e di vedere la vita.”

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