Il ritorno a casa (The Homecoming) ha debuttato all’Aldwych Theatre con la Royal Shakespeare Company e la regia di Peter Hall nel ‘65, anno particolarmente esaltante per la scena inglese, nel corso del quale esordirono testi innervati da una forte vena polemica nei confronti della società e della politica. Ma fra tutti, Il ritorno a casa è stato l’unico ad avere la capacità di stabilire un collegamento diretto con il subconscio collettivo, grazie alla sua rappresentazione della cieca violenza familiare e dell’irresistibile, atavico potere della femminilità. Interpretato dalla critica secondo i più disparati punti di vista (psicologico, etologico, linguistico, biografico), il suo pretesto narrativo è estremamente semplice: Ted, docente di un’università americana, porta la moglie Ruth a Londra per presentarla alla famiglia, composta dal padre Max, dallo zio Sam e dai fratelli Lenny e Joey, scatenando in questo nucleo familiare proletario reazioni sorprendenti.
Peter Stein vide Il ritorno a casa al suo debutto, rimanendo conquistato dalle possibilità espressive del testo, dai suoi dialoghi arguti e intelligenti e da una storia in cui i ruoli tradizionali venivano sovvertiti dall’unico personaggio femminile in scena. Il grande regista tedesco dirige oggi questo viaggio divertente e terribile costruito da Pinter come un “giallo”, nel quale lo spettatore è chiamato a scoprire le verità nascoste.

Il ritorno a casa è forse il lavoro più cupo di Pinter, trattando dei profondi pericoli insiti nelle relazioni umane e soprattutto nel rapporto precario tra i sessi. La giungla nella quale si combatte è, naturalmente, la famiglia. I comportamenti formali, più o meno stabili, si tramutano in aggressività fatale e violenza sessuale quando uno dei fratelli con la sua nuova moglie ritorna dall’America. Tutte le ossessioni sessuali maschili in questa famiglia di serpenti si proiettano sull’unica donna presente. Nelle fantasie degli uomini, e nel loro comportamento, viene trasformata in puttana e non le rimane che la possibilità della vendetta, assumendo quel ruolo e soddisfacendo la loro bramosia più del previsto. Come sempre nei finali di Pinter tutto rimane aperto.

Peter Stein

 

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