con Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Paola De Crescenzo, Luca Giordana, Tania Rocchetta, Nanni Tormen, Marcello Vazzoler musica Alfredo Santoloci luci Luca Bronzo costumi Gianluca Falaschi direzione Roberto Cavosi

A partire dal testo Il Gabbiano di Anton Cechov si può notare quanto sia già presente in esso il seme della fisica più recente. Oltre al monologo di Nina (Gli uomini, i leoni, le aquile…) è ancor di più illuminante la battuta di Medvèdenko: “Nessuno ha motivo di scindere lo spirito dalla materia, dato che, forse, lo stesso spirito è un insieme di atomi materiali.” Da ciò nasce la riflessione di Roberto Cavosi sulle concatenazioni storiche, scientifiche, sociali e astronomiche del nostro tempo e, prendendo spunto dalla “sospetta” morte (suicidio o omicidio?) di Kostantin Gavrilovic, l’intenzione è di aprire un’indagine su questi collegamenti, come fossero i rapporti probabilistici che tengono insieme la materia. Un “thriller” di paradossi e salti temporali non collocabili, come elettroni eccitati, a caccia di un assassino che forse è solo la nostra mente… La scommessa è cercare d’abbinare la meccanica quantistica e la relatività, cioè i dettami della fisica moderna, al teatro.

produzione Fondazione Teatro Due

Teatro Due, dal 20 gennaio all’1 febbraio 2009 ore 21.00

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