Jean Baptiste Thierrée / Victoria Chaplin

LE CIRQUE INVISIBLE

SPAZIO GRANDE
29 gennaio, ore 20:30
30 gennaio, ore 16:00

soggetto, regia e interpretazione
Jean Baptiste Thierrée, Victoria Chaplin

luci Nasser Hammadi
suono Christian Leemans

produzione Live Arts Mgmt. Srl

Se si dovesse riassumere in breve ciò che Le cirque invisible rappresenta, probabilmente la parola esatta per farlo sarebbe “magia”. Magia non come abile prestidigitazione, ma la magia a cui si credeva da bambini, quella che questo mondo sempre più tecnologizzato e frenetico sta cancellando. Jean Baptiste Thierrée affascina con i suoi modi di bambino vecchio, con la sua esperienza che è messa al servizio di una continua parodia dei tradizionali spettacoli di prestigio. I trucchi ci sono, ma non sono essenziali come la complicità che si crea tra attore e spettatori. Victoria Chaplin è agli antipodi del suo compagno di giochi: come lui è istrionico e fracassone, così lei si presenta sulla scena silenziosa, con uno sguardo stupito e un po’ spaventato, ammantata in vestiti che si trasformano in pochi attimi in un fantastico zoo immaginario. Sempre perfetta ed eterea, cavalca ippogrifi di sedie, si trasforma in una magnifica donna-orchestra, eseguendo uno stupendo concerto per bicchieri, tegami e cucchiai. Nei loro numeri, i due artisti sono aiutati da marchingegni astrusi che vengono montati sulla scena, da valigie coloratissime dal contenuto più vario e allo spettatore non resta altro che dimenticare, per poche ore, di essere cresciuto. Un circo sognato, reinventato, dove tutto si svolge in un fluire, in apparenza, privo di ogni fatica, naturale e spontaneo come un trastullo, un circo venato di surreale, creato da due artisti che, nell’epoca del virtuale e degli effetti speciali, riescono a incantare con la loro arte fatta di stracci e precisione, in grado di creare divertenti corto-circuiti nell’immaginario degli spettatori.

Non vedo il disegno della mia vita, ma vedo come gran parte dei nostri spettacoli nasce dal mio incontro e dal lavoro con Félix Guattari, alla Clinique de la Borde. Ci siamo sposati lì, io e Victoria… Ma prima, nel 1968, lasciando un congresso sulla magia a Reims, mi sono imbattuto nel Grand Cirque de France di Alexis Gruss senior (il circo vecchio stile dello zio di Alexis Gruss) …Allora ho sognato con lui un circo diverso, innovativo in ogni aspetto… fantasmagorico, rinnovato nella musica, nei costumi, nello spirito… Nasce così nel 1971, al Festival d’Avignon, grazie a Georges Goubert e Jean Vilar, il Cirque Bonjour, antenato del nouveau cirque. L’impatto è stato straordinario… Ma, nel 1974, abbiamo abbandonato il Cirque Bonjour, i suoi fauves, la sua cavalleria, la sua orchestra, i suoi trenta o quaranta artisti per creare Le Cirque Imaginaire con i nostri figli James e Aurélia. Poi Le Cirque Imaginaire divenne Le Cirque Invisible… Lo spettacolo è sempre in evoluzione. Ci sono cassetti che si possono togliere o aggiungere a seconda del paese, a seconda dell’umore… È un’opera che ha a che fare con l’alchimia: la ricerca della pietra filosofale. Ma una ricerca che non si prende sul serio: abbiamo sempre presente che si tratta soprattutto di intrattenimento…”

Jean Baptiste Thierrée

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