Ex chiostro di San Cristoforo
Sede Impresa e Fondazione Pizzarotti
LE MILLE E UNA DONNA
Fiabe da tutto il mondo
10 / 12 giugno, ore 18:45
durata
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In ognuna delle tre serate sarà possibile assistere a tre racconti che possono essere scelti fra tre abbinamenti:
Ibronka la graziosa – Le dodici anatre selvatiche – La principessa col vestito di pelli
La bella Vassilissa – La battaglia degli uccelli – Il ginepro
Pel di muschio – A est del sole a ovest della luna – Šāhīn
di Angela Carter
a cura di e con Clara Galante, Sara Putignano, Laura Cleri, Francesca Tripaldi, Lidia Castella, Giada Fasoli
produzione Fondazione Teatro Due
in collaborazione con Fondazione Pizzarotti
Lo splendido e rigoglioso giardino dell’ex Chiostro di San Cristoforo, accoglie Le mille e una donna, un’antologia di fiabe da tutto il mondo scelte e trascritte dall’autrice inglese Angela Carter: dai Caraibi all’Egitto, dall’Oriente alla Scandinavia, passando per l’Europa e le Americhe, Carter compone una galleria di umanità che affonda nel cuore e nella mente di una protagonista femminile osservata “a grandezza naturale” in tutta la poliedricità del proprio essere, sia essa “sveglia, audace, buona, sciocca, crudele, sinistra, o terribilmente sfortunata”.
Negli ultimi due, tre secoli le fiabe e i racconti popolari sono stati scrupolosamente trascritti e custoditi per le più svariate ragioni, dalla ricerca antiquaria all’intento ideologico. La loro trascrizione – e soprattutto il darli alle stampe – li preserva e al contempo inesorabilmente li modifica. Per parte mia, ho messo insieme le stone qui raccolte a partire da fonti pubblicate. Esse rappresentano una continuità con un passato che per diversi aspetti ci risulta estraneo, e lo diventa ogni giorno di più. «Guida il cavallo e il tuo aratro sopra le ossa dei morti» diceva William Blake. Da ragazza, consideravo sacro tutto ciò che aveva detto Blake, ma ora che sono cresciuta e conosco meglio la vita tratto i suoi aforismi con l’affettuoso scetticismo che meritano le esortazioni di un uomo che sosteneva di essere stato al funerale di una fata. I morti sanno cose che noi non sappiamo, ma le tengono per sé. Via via che il passato si discosta dal presente, e arretra ancor più in fretta nel mondo in via di sviluppo che non in quello avanzato e industrializzato, si fa più impellente il nostro bisogno di sapere com’ eravamo, nei minimi dettagli, per immaginare come potremo essere.
Angela Carter
ph. Claudio Sforza


