Joana Estebanell Milian

LEONARD BERNSTEIN
I hate music!

Canzoni lettere, ricordi. Per voce e pianoforte.

SPAZIO BIGNARDI
3 e 4, 15 / 18 dicembre, ore 20:30
5 e 19 dicembre, ore 16:00

con Joana Estebanell Milian
pianoforte Mauro Arbusti

con il contributo in voce di Davide Gagliardini, Laura Mazzi,
Francesco Montanari, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi

a cura di Massimiliano Farau

produzione Fondazione Teatro Due

Con ancora più coraggio e libertà di George Gershwin, suo indiscusso “apripista”, Leonard Bernstein ha saputo attraversare i confini – tutt’altro che labili, all’inizio della sua carriera – fra il mondo della musica colta e Broadway. A quale altro musicista può desiderare di rivolgere un tributo una cantante-attrice, soprano di coloratura, se non all’autore di strepitosi musical come On the Town, Wonderful Town e West Side Story, di un’operetta come Candide ma anche di squisiti cicli “colti” di songs per soprano come – appunto – I Hate Music!, La Bonne Cousine e Two Love Songs?
I Hate Music! nasce semplicemente così, come atto d’amore verso il genio musicale e la vulcanica, trascinante, irresistibilmente carismatica personalità di “Lenny”: un percorso attraverso le sue composizioni per soprano (fra cui figurano alcuni classici come Somewhere, Tonight e Glitter and be gay) ma anche le sue interviste, le sue lezioni, il vastissimo carteggio con personalità come Aaron Copland, Claudio Abbado, Carlos Kleiber, Stephen Sondheim, Boris Pasternak, Bette Davis… Accompagnata da Mauro Arbusti al pianoforte e dalle voci registrate di amici attori che leggono estratti dagli scritti e dalle lettere, Joana Estebanell Milian ripercorre le tappe salienti della carriera di uno dei più geniali, controversi e proteiformi giganti della musica del secondo novecento.

La musica può nominare l’innominabile e comunicare l’incomunicabile”. Questa frase, tra le più celebri di Leonard Bernstein, distilla in poche parole l’idea totalizzante che la musica ha rappresentato per questo direttore d’orchestra e compositore americano. Dell’artista nato a Lawrence in Massachusetts, il 25 agosto 1918 – ma newyorkese d’adozione a tutti gli effetti – solitamente si ricorda il suo ruolo come direttore d’orchestra, un protagonista che ha lascito una impronta importante nella tradizione della conduzione sia per la scelta dei repertori diretti sia per la sua immagine, per certo versi iconica, di appassionato “danzatore” sul podio. Un racconto contrappuntato da immagini e foto dell’artista, che ha saputo rappresentare uno spaccato – come la breccia nel muro sullo sfondo – sulla vita personale e la produzione musicale di un artista eclettico, capace di rispondere a un intervistatore di Vogue che, nel 1982, gli chiese chi fosse realmente Leonard Bernstein, con queste parole: “Dimmelo tu chi sono io. Io non lo so. Sono troppo occupato a vivere.(Alessandro Rigolli)

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