Quanto tempo passiamo in fila? E quante energie investiamo per essere i primi nelle file delle nostre vite? Ed ancora dove dobbiamo arrivare, quale scopo abbiamo, cosa ci aspetta alla fine dell’ennesima coda in cui ci siamo infilati o ritrovati?
Line – La Fila racconta del nostro stare in fila e del nostro competere per il primo posto: quattro uomini e una donna lottano per il primato in una fila senza capo, né coda, né scopo, disposti anche a morire pur di non arrivare secondi. Ritorna la feroce, caustica, surreale competizione per il primo posto di una fila del celebre testo di Israel Horovitz, in cui tutto è consentito, tutto è praticato, tutto è lecito, ma in cui non ci sono vincitori né vinti, perché la partita è, per tutti, già persa in partenza.

Rappresentato per la prima volta nel 1975, Line è la più longeva produzione off-Broadway, tutt’ora in scena nei teatri di New York. Una commedia divertente e cinica in cui Horovitz porta in superficie le sotterranee nevrosi e meschinità della società contemporanea, condensate nello spazio costretto e nel tempo infinito di una fila, l’ennesima possibile coda delle nostre quotidianità, in cui la competizione si rivela il solo motore delle relazioni interpersonali. Bisogna essere i primi, non i più competenti e meritevoli, non i migliori, ma i primi; ad ogni costo, essendo disposti a tutto, passando sopra ad ogni ostacolo possibile. Un testo diverte e astratto, in cui tutti possono identificarsi, un classico del teatro dell’assurdo contemporaneo, in cui l’azione è ridotta ai minimi termini ma tutto accade in modo furioso e intenso.

“Ho scritto il testo con la precisa volontà che lo spettatore si immedesimasse nei personaggi – ha affermato Israel Horovitz – stupendosi di sentirsi spaventato ed eccitato come i cinque protagonisti. Forse è proprio per questo motivo che Line funziona da così tanto tempo e in così tanti paesi diversi, perché, oltre che essere un testo divertente e sexy, alla fine chi guarda si interroga seriamente sul senso della competizione e sul senso della vita…”
Dopo averlo visto a New York è stato Walter Le Moli a portare questo testo in Italia per la prima volta nel 1986, commissionandone una traduzione e poi realizzandone una prima messa in scena. Drammaturgo estremamente prolifico, Horovitz ha scritto oltre settanta testi teatrali, molti dei quali tradotti e messi in scena in più di trenta lingue diverse.

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