di George Bernard Shaw con Alessandro Averone, Federica Bognetti, Massimiliano Sbarsi, Antonio Tintis luci Luca Bronzo costumi Gianluca Falaschi a cura di Gigi Dall’Aglio

L’uomo del destino (The Man of Destiny) è una delle quattro commedie gradevoli scritte da George Bernard Shaw nel 1894-97, una commedia divertente congegnata come una partita a scacchi per l’intelligenza e l’astuzia dei due protagonisti, ma anche il primo testo in cui Shaw si cimenta con un grande personaggio storico, quale Napoleone Bonaparte, avvalendosi di questo mito per fargli pronunciare frasi pungenti rivolte agli Inglesi ed alle loro abitudini. “L’uomo del destino” è diventato nel tempo un modo di dire. Shaw, Premio Nobel nel 1925, con caustica intelligenza, implacabile scetticismo temperato di ottimismo, denunzia la falsa coscienza borghese in drammi che apparvero "rivoluzionari". Deciso fautore di un teatro di idee fondato su un programma di rigenerazione sociale (si autodefinì un "predicatore travestito da saltimbanco"), illuministicamente fiducioso nella bontà e razionalità della natura umana, Shaw è stato un commediografo d'eccezione, padrone della tecnica teatrale, sempre in grado di calcolare e controllare l'effetto di ogni battuta. Delle sue commedie sopravvivono oggi la scioltezza di dialogo, l'intelligenza e vivacità del dibattito, l'acuta caratterizzazione dei personaggi, la versione moderna della settecentesca "commedia di costumi". “Sarà chiaro a questo punto che Shaw è un terrorista. Il terrore di lui è inconsueto, ed egli impiega un’arma inconsueta: lo humour. Quest’uomo inconsueto sembra essere dell’opinione che nulla vi sia di temibile al mondo se non lo sguardo calmo ed incorruttibile dell’uomo comune: di questo sguardo si deve aver paura, sempre e incondizionatamente. Questa teoria lo rende armato di una notevole superiorità naturale; attraverso una prassi risoluta in accordo con essa, egli ha reso impossibile a chiunque venga a contatto con lui – sia di persona, che attraverso i suoi libri o a teatro – supporre che egli abbia mai eseguito un gesto, o pronunciato un giudizio, senza osservare un timoroso rispetto per questo sguardo incorruttibile” (da “Ovazione per Shaw” di Bertolt Brecht).

produzione Fondazione Teatro Due Teatro Due, dal 7 al 25 gennaio 2009 ore 21.00 domenica 11, 18 e 25 gennaio ore 16.30

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