LUTZ FÖRSTER – DANCE STORIES

di e con Lutz Förster

assistente Franko Schmidt
direzione tecnica Thomas Wacker
tour manager Inge Zysk
rappresentante italiano Daniele Cipriani Management
basato su una produzione del Springdance Festival (Utrecht 2009)

direzione e danza Lutz Förster

Arena Shakespeare 

12 luglio 2018, ore 21.15

Non a caso nel film che Wim Wenders ha dedicato alla coreografa-regista Pina Bausch, scomparsa nel 2009, Lutz Förster è sempre il capofila delle più affascinanti “passerelle”, ossia dei défilé sincronizzati, eseguiti da interpreti appartenenti al Tanztheater Wuppertal, che si snodano come flussi serpentini nelle trame spaziali di molti degli spettacoli di Pina. In un film sul cosmo “bauschiano”, non poteva che essere Lutz il sommo maestro di cerimonie. Questo danzatore di straordinaria esperienza, biondo, alto e sottile, sa elargire un intenso charme teutonico mescolato a uno humour sdrammatizzante. Attore e ballerino di suprema eleganza, Lutz indossa i doppiopetti maschili tipici del Tanztheater con un originale piglio aristocratico. Ha mani magiche e dita lunghissime e molto espressive, che utilizza volentieri negli assoli. È delicato nell’osservazione e concentrato nell’emozione. Oscilla tra una severità regale e il piacere ludico dello stare in scena. È al tempo stesso persona e personaggio.
Ma la speciale fisionomia di Förster non è legata solo alla “grande madre” del teatrodanza, come testimonia il suo assolo nato inizialmente con il titolo “Portrait of a Dancer”, e già portato in vari luoghi del mondo lungo un cammino pluriennale di rivisitazione e di sviluppo degli spunti di partenza: l’ultima rappresentazione è avvenuta al BIPOD 2017 (Beirut International Platform of Dance) e al Festival Oriente Occidente lo scorso settembre, dove il pezzo ha assunto il nome di “Dance Stories by and with Lutz Förster”. In particolare hanno segnato il denso percorso di Lutz, oltre a Pina Bausch, le sue passate collaborazioni con la compagnia di José Limon, uno dei massimi maestri della Modern Dance americana, e con il regista statunitense Robert Wilson, santone dell’avanguardia teatrale occidentale di fine Novecento.
L’autoritratto generato da questi trascorsi riunisce i frammenti della sua memoria in un viaggio recitato e danzato. Lo spettacolo debuttò nel 2009 a Utrecht, e da allora Förster non ha smesso di modellare quest’affresco “confessionale” che narra un’indagine compiuta all’interno dei linguaggi del teatrodanza e del movimento puro. In un amalgama di azioni, testi e coreografie, scorrono le metamorfosi di quest’artista “totale” insieme a estratti di spettacoli degli autori con i quali ha lavorato. Risalta, tra i materiali proposti, uno degli assoli più famosi del repertorio del Tanztheater Wuppertal, preso da “Nelken”, in cui Lutz ricompone gestualmente, grazie all’uso del linguaggio dei sordomuti, le parole della canzone “The Man I Love”. Nel succedersi di immagini e monologhi, l’ironia si fonde con la malinconia, e la soggettività della riflessione artistica diventa il racconto di un’intera dimensione estetica e culturale del “fare-teatro”.
L’assolo di Förster giunge a Parma anche come uno speciale omaggio al Teatro Due, che nella sua lunga storia serba il ricordo del formidabile successo ottenuto da “Cafè Müller” di Pina Bausch, rappresentato a Parma nel 1981. Questa è stata anche la prima apparizione italiana del Tanztheater Wuppertal.

Leonetta Bentivoglio

Lo spettacolo di Lutz Förster costituisce uno dei tasselli del progetto “Lo sguardo dell’imperatrice”, curato da Leonetta Bentivoglio in collaborazione con Ninni Romeo e prodotto da Daniele Cipriani Entertainment. Il progetto presenta creazioni di ex ballerini del Tanztheater Wuppertal incorniciate da iniziative votate all’esplorazione dell’eredità della grande coreografa-regista tedesca.

Lutz Förster

Ballerino e attore tedesco (Solingen 1953), si esibisce nei Paesi di tutto il mondo e fino al 2012 dirige il dipartimento di danza della prestigiosa Folkwang Universität di Essen, la stessa in cui si è formato insieme ad Hanz Züllig e Jean Cébron. Dopo le prime esperienze a Essen, dal 1975 si unisce al Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, con cui lavora per quasi trentacinque anni, diventando uno degli interpreti-simbolo del teatrodanza. È stato direttore artistico della compagnia stessa dal 2013 al 2016. Nella sua ricchissima carriera ha collaborato con i più grandi coreografi, da José Limón a Robert Wilson a Jérôme Bel, ha preso parte a produzioni di teatri storici come l’Hamburg State Opera e la Scala di Milano, e si è esibito al Salzburg Festival sotto la direzione musicale di sir Simon Rattle. Chiamato a insegnare nelle università di tutto il mondo, ha lavorato come maestro di danza con le compagnie di Reinhild Hoffmann, Susanne Linke, Urs Dietrich, Daniel Goldin, Joachim Schlömer, Kuo Chu Wu, con la Compagnia di danza contemporanea di Hong Kong e con il Modern Dance Theatre Ankara.

Nel 2009 crea il solo dal titolo “Lutz Forster – Portrait of a dancer“, una retrospettiva sulla sua carriera artistica e sui trentaquattro anni di collaborazione con Pina Bausch, che continua a presentare in Germania e all’estero.

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