Fondazione Teatro Due

di Laura Forti

con Giampiero Judica

regia Pietro Bontempo

Dopo aver trattato temi come l’immigrazione clandestina, il nazismo, la disgregazione della famiglia, l’inesorabile sradicamento del nostro tempo da tradizioni culturali e religiose, da riti tramandati di padre in figlio, la pluripremiata Laura Forti ne affronta un altro di scottante attualità, basato su una storia vera, e lo fa con mano sicura, con un ritmo narrativo incalzante ed evocativo di assalti e fughe, di scontri e di lacrime sul corpo di compagni massacrati. Una requisitoria sulla guerra in Jugoslavia, un testo duro e politicamente scorretto, che potrebbe riguardare in realtà qualsiasi guerra del nostro tempo. Il protagonista ricorda, quella fase della sua vita, in cui aveva 23 anni, in cui non sapeva nulla della guerra e, per un fortuito caso della vita, si è trovato a combattere per la Croazia. Ricordi intrisi di sangue e di ingiustizia, di atroci disillusioni e di ferocità umana scanditi dal denso sospiro di un sax. Un’interpretazione intensa di Giampiero Judica, vittima da stress post-traumatico, un’ anima inquieta percorsa da tic nervosi e spasmi e dai suoi ricordi di ragazzo, della sua Milano, degli amici, dei miti di Charlie Parker e di Robert Capa, di quei momenti spensierati che non torneranno più, perché l’esperienza atroce della guerra lo ha trasformato in un’altra persona.

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