di Laura Forti regia Pietro Bontempo con Giampiero Judica

Un testo duro, deciso, politicamente scorretto. Una requisitoria sulla guerra in Jugoslavia, che potrebbe riguardare però qualsiasi guerra del nostro tempo, qualsiasi scontro armato in cui venga meno la chiarezza dei fronti, in cui le motivazioni profonde sconfinino nella sfera più intima e in cui le ideologie siano solo paraventi per azioni governate dalla legge del taglione. Il protagonista ricorda, anni dopo, quella fase della sua vita, in cui aveva 23 anni ed era “un bauscia”, in cui non sapeva nulla della guerra, e voleva essere come il grande fotografo Robert Capa e per un fortuito caso della vita si è trovato a combattere per la Croazia. E’ la musica a scandire, interrompere, forse ispirare i suoi ricordi, intrisi di sangue e di ingiustizia, di atroci disillusioni e di ferocità umana. Una musica che non poteva che provenire dal denso sospiro di un sax, e che si infiltra nel racconto, frenandolo, lasciando al protagonista e al pubblico pause per riprendere il fiato, per riprendere il filo di questa cronaca senza spiragli di umanità. Dopo aver trattato temi come l’immigrazione clandestina, il nazismo, la disgregazione della famiglia, l’inesorabile sradicamento del nostro tempo da tradizioni culturali e religiose, da riti tramandati di padre in figlio, Laura Forti ne affronta un altro di scottante attualità, basato su una storia vera, e lo fa con mano sicura, con un ritmo narrativo incalzante ed evocativo di assalti e fughe, di scontri e di lacrime sul corpo di compagni massacrati. Pluripremiata con i suoi testi precedenti, anche nel suo nuovo testo si candida ad ampi consensi.

Produzione Teatro Festival Parma 25 e 26 ottobre 2008 ore 22.00

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