Malato terminale, un ergastolano che ha già scontato 15 anni vorrebbe passare gli ultimi giorni da uomo libero, e per averne il permesso ha bisogno del perdono dell’uomo cui durante una rapina ha sterminato la famiglia; ma questi, che vive nel rancore, non vuole concederglielo, a meno che costui non faccia il nome del complice ancora a piede libero. Giustizia, vendetta, perdono, pena, questi sono i temi universali di Oscura immensità, nato come romanzo e ora trasformato dal suo autore in testo teatrale. Quando venne pubblicato in Italia, il romanzo provocò un intenso e lacerante dibattito tra autore e lettori. La pièce sintetizza i sentimenti contrastanti che l’autore ha colto negli anni restituendone un potente distillato. Oscura immensità non lascia scampo. Alla fine ognuno è costretto a prendere posizione, a non eludere le domande che i due personaggi, Raffaello Beggiato e Silvano Contin, carnefice e vittima, pongono con la forza disarmante dei destini contrapposti e ineluttabili.

Chi deve perdonare chi ha commesso un delitto e che sta scontando una pena detentiva o è rinchiuso nel braccio della morte? I familiari della vittima o lo Stato? O entrambi?
La ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente.

“Scrivere questa pièce è stata un’avventura professionale e umana importante e coinvolgente – racconta Massimo Carlotto. Mi sono ritrovato davanti alla pagina bianca con il timore di “liberare” la carica di emozioni, raccolte negli anni in giro per il mondo. Per fortuna la magia della scrittura teatrale che ti catapulta in un palco immaginario ha estratto parola dopo parola dall’oscura immensità per riuscire a raccontarla”.

 

“Questo noir mi consente di continuare quel percorso artistico, iniziato con Roman e il suo cucciolo, che indaga, con sguardo neutrale e inquietante, tra le pieghe di un’umanità senza speranza – afferma Alessandro Gassman. Un limbo esistenziale dove il confine tra bene e male non è perfettamente tracciato, ma è solo una sottile linea destinata a far sì che i ruoli si possano invertire, che le vittime possano diventare carnefici e i carnefici vittime. Uno stimolo a riflettere sul lato tragico dell’esistenza, sui rapporti fra gli uomini e su quegli avvenimenti che a volte possono segnare la loro vita in modo irreversibile.”

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