Lella Costa

di L. Costa, M. Cirri, G. Gallione
con Lella Costa

musiche Stefano Bollani

regia Giorgio Gallione
produzione Irma Spettacoli

Sono le donne e la loro continua conquista della libertà, il tema che Lella Costa porta a teatro. “Ragazze” di ogni età, fra divertimento, riflessione e immancabile impegno politico. Ispirato a Calvino, il monologo, tutto al femminile, vede come protagoniste donne di tutti i giorni, attraverso gioia, dolore, leggerezza, rabbia, desideri, violenza e sorellanza. Euridice e le altre ragazze “senza pari” che animano la nostra vita e la nostra memoria, nei secoli protagoniste e testimoni di uxoricidi impuniti e vessazioni quotidiane, di gesti eroici e delitti inauditi, riuscendo a essere straordinariamente creative e irresistibilmente simpatiche.

Se Alice finiva con una premonizione inconsapevole (“se c’é un tempo per dormire e uno per morire, forse c’é anche un tempo infinito per sognare”), Amleto cominciava con una sorta di parafrasi dello stesso celeberrimo verso (“Esplodere o implodere, questo é il problema”). E ancora da Calvino, attraverso la citazione appassionata che me ne ha regalato un’amica pittrice, ha cominciato a prender forma questo nuovo spettacolo: da quella sua Euridice “altra”, che sotto lo sguardo protettivo e vagamente ottuso di un uomo assai potente – un dio, nientemeno – che proprio non se ne fa una ragione, si ostina a voler abbandonare la sicurezza di una casa per avventurarsi nelle “le lande desolate del fuori. È questo che vorrei provare a raccontare: questo andare, incerto ma inesorabile, questo voler esplorare e partire e mettersi in gioco e capire, questo continuo sfidare e chiedere conto e pretendere rigore e rispetto e coerenza. La fatica e la leggerezza, il dolore, lo sgomento, la rabbia, i desideri, “l’arme e gli amori”, la testardaggine, l’autoironia, il magonismo terminale, la sorellanza, la violenza, l’inviolabilità.

Lella Costa

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