di Maria Teresa Berardelli

Testo Vincitore del Premio Riccione Teatro

sezione Pier Vittorio Tondelli per un giovane autore sotto i trent’anni

Una stazione della metropolitana. Una stazione qualunque. Cinque personaggi s’incontrano, si raccontano, si svelano l’un l’altro. Cinque personaggi attendono, attendono senza fine. Ad unirli è un dolore, un’impossibilità di essere normali. Due sorelle da un lato, una coppia e un uomo dall’altro. Due sorelle divise e al tempo stesso unite da un’ombra. E’ l’ombra di un abuso, un abuso che il corpo non cancella, che la mente non dimentica. E poi la coppia, chiusa in un’assoluta incomunicabilità, bloccata nel ricordo di un tempo che fu. E l’Uomo, ancora, proiezione di tale incomunicabilità, proiezione di un amore sofferto, di un amore non possibile. Cinque personaggi fermi. Cinque personaggi soli. Cinque personaggi sterili, legati da un destino. Un destino che porta loro ad una terra riarsa, ad una terra di nessuno.

X