UNA EREDITÀ SENZA TESTAMENTO

di e con Laura Cleri

SPAZIO MINIMO
12 / 24 febbraio 2027

durata 80 minuti

liberamente tratto da Al vento del Nord. Una donna nella lotta di Liberazione di Laura Seghettini

musiche Fabio Biondi
luci Luca Bronzo
consulenza storica Brunella Manotti

produzione Fondazione Teatro Due

In un’aula scolastica una maestra racconta la storia di una donna (Laura Seghettini. partigiana pontremolese, classe 1922), che all’età di vent’anni, nel 1944, decide di salire sui monti per andare a combattere con i partigiani entrando a far parte della 12ª Brigata Garibaldi, attiva sull’Appennino Tosco-Emiliano. La vita nell’accampamento, la fame, le azioni, la paura, la morte, in circostanze ancora da chiarire, del comandante Facio, suo compagno: le imprese di Laura, eletta vice commissario di brigata, vengono raccontate ad un gruppo ristretto di persone nel tempo condiviso di un piccolo rito quotidiano, creando fra chi narra e chi ascolta un’intima atmosfera confidenziale che restituisce vita e profondità ad una storia di amore e dignità. Dopo la fine della guerra la Seghettini ha ripreso la sua attività di maestra e ha sempre cercato di fare chiarezza e giustizia sul fatto di sangue che l’ha colpita. Ora la sua storia e quella di Facio grazie al suo libro e allo spettacolo di Laura Cleri è divenuta un’esemplare testimonianza dell’impegno politico di tante donne durante la Resistenza e della complessità di questo fenomeno storico.
Un’occasione unica e preziosa di penetrare in modo delicato ma intenso il Passato, la Storia, narrando di vicende personali che riguardano tutti noi, allora come oggi.

 

Per un’ora siamo tornati scolari. Seduti ai banchi intorno alla cattedra, sorvegliati da innumerevoli carte geografiche e da una lavagna adeguatamente scribacchiata, siamo stati dominati dalla maestra Laura Cleri, attrice storica del Teatro Due, che in questa circostanza ci ha raccontato la vicenda lontana di Laura Seghettini. Più che interpretare, Laura Cleri sembra soprattutto vivere. Mostra lettere e fotografie, sfoglia quaderni, s’illumina, s’incupisce, si commuove. Poi prepara il caffè, lo beviamo tutti insieme. Prima di lasciarci, ci assegna un tema: “come sopravvivere ai prossimi vent’anni”. Hai detto niente. Di questi tempi, poi.

Osvaldo Guerrieri, La Stampa

foto di repertorio