L’analisi dell’attuale sistema teatrale italiano rivela che la nostra civiltà dello “spettacolo in presenza” ha raggiunto un ormai improcrastinabile punto di svolta. Così come il cosiddetto teatro di regia e le forme produttive ad esso collegate hanno ormai ampiamente dimostrato di avere esaurito la loro funzione storica, la canonica ripartizione delle arti in compartimenti stagni tra loro scarsamente e per lo più saltuariamente comunicanti, la doppia logica produttiva dell’organizzazione dell’evento o della “deriva degli esercizi”, la trasformazione della ricerca da prassi linguistica a puro stile, il divorzio tra cultura materiale del teatro e intellighenzia, tra lavoro artistico e riflessione teorica, la latitanza dei committenti, la polverizzazione dei pubblici, un’esterofilia “di moda” incapace di trasformarsi in serio dialogo interculturale – tutti tratti peculiari della nostra odierna organizzazione artistico/teatrale – hanno prodotto un lento ed inarrestabile isterilimento delle diverse esperienze estetiche.

Ri-traendo linfa vitale dalle proprie origini, in particolare dall’esperienza di Teatro Due, nato cinquant’anni fa con l’intento di rispondere alle deficienze di una congiuntura teatral-culturale imperante, il progetto Casa degli Artisti si propone di creare un luogo dove l’artista, liberato dalle logiche burocratiche  e dalle forme di finanziamento tradizionali, possa affrontare serenamente e in autonomia la codificazione di una nuova grammatica espressivo produttiva, realmente consona ai modi della vita postmoderna e “critica” rispetto alle degenerazioni della “società dello spettacolo”.

EDIZIONE 2020

bando scaduto

DOMANDA DI AMMISSIONE

Oltre la soglia, a cura di Elisabetta Pozzi – Casa Degli Artisti 2016
Il caro Augustin, a cura di Monique Arnaud – Casa Degli Artisti 2018
Wer bist du?, a cura di Csaba Antal – Casa Degli Artisti 2019