LA STORIA

1902-2006

La sede di Fondazione Teatro Due ha una storia lunga cento anni, durante la quale ha visto le più svariate destinazioni d’uso.

15 marzo 1902: costruzione dell’edificio destinato a Bagno Pubblico.

Già nel 1894 il Sindaco Mariotti aveva presentato il piano urbanistico della città di Parma che prevedeva al decimo punto la costruzione dei Bagni Pubblici in luogo da destinarsi. Scartata l’ipotesi iniziale che proponeva di erigerli all’interno del Parco Ducale per evitare di danneggiare la peschiera ivi presente e il parco stesso, una volta ultimato il muro dell’argine destro del Parma, la scelta del luogo ricade su Viale Basetti, sede dell’attuale Teatro Stabile di Parma. Il costo stimato è di £ 100.000 comprendente il cemento armato, gli ornamenti e le strutture varie. La costruzione dell’intero impianto, però, si presenta difficoltosa: vi è, infatti, un disavanzo a causa del costo dell’acqua potabile. Viene approvato, di conseguenza, un progetto per la costruzione di 8 pozzi Northon che permettono di estrarre l’acqua dal sottosuolo.

1904: dopo una serie di difficoltà e ritardi nella costruzione dell’intero impianto, viene inaugurata la prima vasca natatoria e nel 1905: i bagni a doccia e a immersione.

Questa splendida struttura in stile liberty rimane in piedi fino all’epoca fascista quando viene totalmente ristrutturata e sostituita dall’attuale costruzione, preservando solamente la piscina sul retro.

1935: diviene sede dell’Opera Nazionale per il Dopolavoro (OND), organizzata in diversi spazi: oltre alla piscina, vi sono un teatro, una sala da ballo, una palestra e varie sale ricreative.

1936: all’interno dell’immobile viene inaugurato anche il Cinema Dopolavoro, lo stesso che, dopo la guerra, diverrà il Cinema ENAL.

Durante la guerra, gli spazi vengono adibiti a mensa e palestra per gli ufficiali. Dopo il 1945, l’edificio stenta a trovare una sua funzione stabile, e alterna momenti di abbandono a momenti di utilizzo, spesso parziale, da parte degli enti più svariati.

Negli anni successivi hanno sede in Viale Basetti prima la Polizia Partigiana ed in seguito l’Ente Comunale Assistenza (ECA) con la mensa dei poveri allestita nella palestra, l’attuale Spazio Bignardi.

Successivamente i Vigili Urbani occupano parte dei luoghi ora destinati alla biglietteria e agli uffici, e si installerà nell’edificio anche una sede dell’ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) di Parma.

Anni ’70: arriva la Compagnia del Collettivo (in seguito divenuta Teatro Stabile di Parma) che occupa inizialmente sia gli spazi superiori, che quelli destinati alla palestra (dove si tenevano allenamenti di pugilato e lotta greco-romana) e al cinema, allargandosi poi all’interno dell’intero edificio, ristrutturando nel corso degli anni i vari spazi a disposizione.

1980: viene stipulata la Convenzione con il Comune di Parma che affida la gestione dell’edificio all’allora Compagnia del Collettivo.

1985: il Comune di Parma approva l’investimento per la ristrutturazione degli spazi del Teatro: una struttura mobile, con quattro spazi di spettacolo di configurazione diversa, in cui è possibile operare contemporaneamente, allargando così le possibilità di lavoro e di verifica artistica oltre che di frequentazione del pubblico. Un teatro sempre aperto, luogo di spettacolo ma anche di formazione e di ritrovo.

A fine anni ’80 viene demolita la piscina, sostituita dal parcheggio sotterraneo attualmente presente a fianco dello stabile.

Attualmente è in corso un progetto di ristrutturazione e di ampliamento del Teatro Due. Il progetto architettonico è stato elaborato a partire da un’idea di convergenza tra strutture nuove e preesistenti, per configurare un luogo basato sull’articolazione e la pluralità di spazi differenti, una struttura idonea alla dimensione del laboratorio, del luogo di sperimentazione e contaminazione tra discipline dell’espressione comunque riconducibili all’esperienza teatrale.

Arena estiva  nel 2011 è stato invece ultimato un complesso intervento di recupero del retro della struttura dove è stato realizzato un anfiteatro da 780 posti, ufficialmente intitolato piazza Shakespeare, a cui sono annessi un bar-ristorante ed una foresteria Anfiteatro da 780 posti con bar e appartamenti per il personale teatrale
Piazza William Shakespeare sorge tra via Rondani e borgo Salnitrara, esattamente sopra il parcheggio Goito e presenta una struttura autonoma ma comunque collegata dal Teatro Due, composta, oltre che dalla cavea (l’arena) e dal palcoscenico (30 X 14 metri), dalle sale per le prove (14 X 11 metri), dai camerini e da altri spazi tecnici.

GLI SPAZI

Spazio Grande                        500 posti (380 platea – 120 galleria)

Ampiezza Palco: larghezza m.12; profondità m.12, 60; altezza m. 8,50 Boccascena: larghezza m. 10,90; altezza m.3.50 (minima) – m. 6.10 (massima) Declivio: 5%

Spazio Bignardi                      assetto variabile, massimo 150 posti.

Spazio a pianta centrale, larghezza m.12,40; profondità m. 21.15 (compreso spazio gradinata), altezza m.6

Spazio Minimo                        80 posti

Piccola Sala                              50 posti

Ridotto                                       esposizioni, spazio conferenze, prove

Spazio caldaie                         esposizioni, mise en espace

Caffetteria                                posta nel foyer del Teatro, è attiva in concomitanza agli spettacoli ed agli eventi che hanno luogo al Teatro Due

 

DA COMPAGNIA A FONDAZIONE

Quarant’anni e anche più

Nella realtà italiana la Fondazione Teatro Due/Teatro Stabile di Parma è un’esperienza atipica per la collocazione geografica, la forma giuridica, il percorso storico artistico, la continuità progettuale, la capacità di innovazione, la ricerca e sperimentazione di nuove tecniche e di nuovi stili ma anche per il ricambio generazionale, il sostegno alla drammaturgia italiana ed europea, la valorizzazione del teatro classico, la creazione di opere interdisciplinari, i legami con l’Europa.

Il Teatro Stabile ha dato vita ad un progetto per una struttura che in Italia si ponga come momento di incontro produttivo tra differenti sistemi artistici, metodologici, di mercato e di pubblico.

La strada percorsa è durata più di quarant’anni: il gruppo di artisti che sta alla base de La Compagnia del Collettivo – poi diventato Teatro Stabile di Parma – si è formato nell’esperienza dei Centri e dei Festival Universitari degli anni ‘60, periodo nel quale questi furono reale luogo di incontro e di formazione delle future personalità del teatro europeo come Jerzy Grotowskij, Tadeusz Kantor, Julian Beck, Peter Stein per citarne solo alcuni.

Nel 1971 arriva il titolo ufficiale, si battezza la Compagnia.

Nel 1980 viene sottoscritta la Convenzione con il Comune di Parma che affida agli artisti la gestione e l’amministrazione dell’edificio Teatro Due di proprietà pubblica e stabilisce il primo esempio in Italia di collaborazione tra il Pubblico e il Privato nel campo del teatro di prosa.

Nel 1983 viene riconosciuto dall’allora Ministero del Turismo e dello Spettacolo come Teatro Stabile di Produzione, “Teatro con finalità pubblica e responsabilità privata”.

Nel 1985 il Comune di Parma approva l’investimento per la ristrutturazione degli spazi del Teatro e nel 1986 affida al Teatro Stabile la realizzazione della stagione di prosa della città.

Nel 2001 nasce Fondazione Teatro Due (costituita da Teatro Stabile di Parma, Comune di Parma e Fondazione Monte di Parma) che, oltre al patrimonio artistico del Teatro Stabile di Parma, sviluppa, un’articolata attività produttiva realizzata dall’Ensemble Stabile di attori.

DA TEATRO STABILE A TEATRO DELLE ARTI

Oltre alla stagione di prosa, al Teatro Due hanno sede anche Teatro Festival Parma, manifestazione internazionale che propone spettacoli di nuova drammaturgia contemporanea, il Festival di Poesia, Fareteatro, corso di alfabetizzazione teatrale per il pubblico, seminari (si ricordi a questo proposito il fortunato ciclo di incontri sulla paura). Sono inoltre attive svariate collaborazioni con le scuole della città grazie al Protocollo d’intesa stipulato con il Provveditorato agli Studi di Parma e la Consulta degli studenti, primo nel suo genere in Italia, firmato il 14 febbraio del 1998 con valenza triennale. In passato ha anche ospitato il Festival di Musica Antica e Contemporanea “Due Dimensioni.” Dopo aver sviluppato, dal 2002 al 2009, il Corso di Alta Formazione Teatrale L’attore europeo tra teatro, danza e musica e numerose attività laboratoriali in collaborazione con le Scuole Superiori di Parma e Provincia e con l’Università di Parma, dal 2015 le attività di formazione confluiscono nel progetto T2 Studio.

TEATRO FESTIVAL PARMA

“Teatro Festival Parma – Meeting Europeo dell’Attore” nasce nel 1983 riprendendo la tradizione dello storico Festival Universitario di Parma, che fino al 1975 ha contato 21 edizioni.

Teatro Festival Parma è l’incontro annuale del teatro europeo e internazionale dedicato alla presentazione e all’analisi dei nuovi temi ed argomenti di riflessione: momento centrale è l’evento spettacolare, cui si svolgono, in parallelo, convegni, tavole rotonde, dibattiti che provocano ed analizzano i movimenti di idee che attraversano il teatro europeo in un incontro con il teatro italiano.

Se le primissime edizioni del Festival si rivolgevano ad un pubblico di “addetti ai lavori”, nel corso degli anni l’attenzione si è estesa a studenti e docenti universitari, scuole di teatro, registi, drammaturghi e attori del teatro italiano e europeo. In tempi più recenti, una sempre più larga adesione ed un crescente coinvolgimento di pubblico hanno attestato un profondo radicamento della manifestazione in città e più in generale in Italia.

Nelle sedici edizioni svoltesi fino al 1998 Teatro Festival Parma si è affermato come una delle più importanti manifestazioni culturali europee, consolidando rapporti dal punto di vista artistico con i maggiori esponenti del teatro mondiale e con le più importanti istituzioni europee.

Teatro Festival Parma ha ottenuto il Premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, attribuito come “unica rassegna in Italia in grado di superare sterili distinzioni tra sperimentazione e teatro tradizionale, tra ricerca isolata e grandi centri produttivi finanziati dallo Stato, scegliendo secondo criteri di intelligenza, professionalità, rigore formale”.

Nelle ultime edizioni il Festival si è sempre più improntato ad una caratteristica di multidisciplinarità allargandosi ad ospitare, oltre alla prosa, spettacoli di danza, musica, letteratura, mostre, incontri e dibattiti e proponendosi come evento culturale capace di coniugare grandi temi (Füssli e Shakespeare nel 1997, la cultura ebraica nel 1998), con la partecipazione di un pubblico vasto e diversificato e con la riflessione interna alla professione teatrale.

Fra gli ospiti che sono stati presentati a Parma – e per la prima volta in Italia – che hanno fatto la storia del Festival:

Schaubühne (Berlin), Comédie Française, Schauspielhaus (Colon), Theater Am Turm (Frankfurt), Théâtre National de Strasbourg, Bayerisches Staatschaulspielhaus (Munich), Stary Teatr (Cracow), Theater Im Palast (Berlin), Théâtre Varia (Bruxelles), MC93 de Bobigny, Dramaten (Stockolm), Théâtre National Populaire, Schiller Theatre, Berliner Ensemble, Katona Josef (Budapest), Vakhtangov (Moscow), Villeurbane T.N.P., Needcompany, Theatre de Complicité, Cheek by Jowl; fra gli artisti più importanti presenti nelle varie edizioni del Festival: Pina Bausch, Peter Stein, Heiner Müller, Michel Vinaver, Valère Novarina, Klaus Grüber, Roberto Ciulli, Arnold Wesker, Jacques Lassalle, Joseph Chaikin, Ekkehard Schall, Barbara Brecht, Jérôme Deschamps, Herbert Achternbusch, David Warrilow, Bernhard Minetti, Manfred Karge, Alvis Hermanis, Gildas Bourdet, Mechtild Grossman, Alain Cuny, Andreij Wajda, Jerzy Stuhr, Anatolij Vassiliev, Maria Casarès, Ingmar Bergman, Georges Lavaudant, Jean Pierre Vincent, Matthias Langhoff, Piotr Fomenko, Silviu Purcarete, Eimuntas Nekrosius, Fiona Shaw, Edith Clever, Abraham B. Yehoshua, Declan Donnellan, André Wilms, Heiner Goebbels, Angela Winkler, Guido Ceronetti, Vincenzo Cerami, Gianni Celati, Stefano Benni, Andrea Zanzotto, Edoardo Sanguineti, Vittorio Sermonti.

IL FESTIVAL DUE DIMENSIONI

Dei molti eccessi dei quali il Festival Due Dimensioni si è macchiato, quello di prudenza fu commesso una volta sola: quando gli venne dato il nome. Si, perché fu ben presto chiaro che due sole dimensioni erano troppo poche per contenere le indicazioni di percorso, i suggerimenti e le suggestioni, i piani di lettura che nel corso degli anni, intensi e ricchi, si sono sovrapposti, intersecati, scoperti, abbandonati e ripresi. A testimoniare inoltre che non è la lunghezza del percorso che è importante, ma quello che durante il viaggio viene scoperto, che conta. Perché un viaggio è stato, quello del festival Due Dimensioni, voluto, fatto e sostenuto esclusivamente da musicisti e da gente di teatro, riuscendo a coinvolgere, prima di chiunque altro, altri musicisti ed altra gente di teatro: in un momento nel quale proposte e risposte sembrava vivessero in fervida coincidenza di tempi e di volontà irripetibile, forse, ma chi sa?

All’inizio erano antico e moderno: adesso sembra strano, ma c’è stato un tempo in cui la musica antica eseguita con prassi e strumenti autentici era ancora una scoperta. A Parma, la scoperta avvenne attraverso il Festival Due Dimensioni, naturalmente. Fortepiani, clavicembali, ensembles, contratenori, flauti di ogni specie popolavano il palcoscenico di Teatro Due in un accumulo, anche fisico, che testimoniava come anticipare i tempi sia l’unico modo per viverli. Antico e moderno, ed alle Cantigas de Santa Maria, ai Brandeburghesi, alle Cantate seguivano Castaldi e Juan Hidalgo, le serate futuriste, così ricche e così festose di musica ed eventi, così tanto vive e così poco patinate. Eterogeneo, dispersivo, poco accademico, trasversale? Dopo poco, già, le definizioni si sprecavano, mano a mano che la ricchezza delle proposte si intensificava in un fervore ideativo che le ristrettezze organizzative non riuscivano a limitare. Le serate Satie, gli esperimenti vocali dell’indimenticato Frank Royon Le Mèe, il celebratissimo concerto subacqueo di Michel Redolfi, che scomodò i critici più paludati d’Italia a recensirlo in costume da bagno ed occhialini, poiché l’unica maniera di ascoltarlo era sott’acqua, gli esperimenti classicheggianti di una chanteuse come Alice, l’opera lirica “Genesi” di Franco Battiato, l ‘”Opera da tre soldi” diretta da Gaslini con cantanti jazz, rock e barocchi, nacquero così, in questi anni fecondi, dove le idee più nuove (qualcuno le trovava pazze) trovavano sempre qualcuno che diceva: perché no?, È proprio quello che vorrei fare! Così come a Parma la musica antica fu scoperta qui, così a Parma il minimalismo nacque al Festival Due Dimensioni: in anni nei quali bisognava ancora attenderne parecchi, per ritrovarlo poi, prezzemolo di ogni proposta di ogni stagione concertistica. Non è un merito, ma una realtà.

In un’epoca in cui non ci si merita ancora, di “abbattere gli steccati”, di “allargare i programmi”, di “fondere i generi”, ci troviamo a parlare di un Festival che in francescana povertà di mezzi, ma in incontaminata ricchezza di idee, e tracimante capacità di coinvolgimento artistico, allineava vent’anni fa i nomi di Alvin Curran e Stanley Hoogland, Cathy Berberian e Sergio Vartolo, Kenneth Gilbert e Meredith Monk, Anner Bijlsma ed Antonio Ballista, Gustav Leonhardt, e Michael Aspinall, Frans Brüggen e Mal Waldron, Giorgio Gaslini e Gloria Banditelli, René Jacobs e Giancarlo Cardini. E sono alcuni dei nomi, oggi ancor più celebri, che hanno popolato i programmi di questo Festival dalla vista lunga.

Per fare la storia delle edizioni del Festival Due Dimensioni basterebbe (e si fa per dire) farne una cronologia di date, programmi e nomi: confronti?

Vincenzo Raffaele Segreto

FESTIVAL DI POESIA

PROGETTO FARNESE-SHAKESPEARE

in collaborazione con Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Parma e Piacenza

Teatro Farnese (Parma, giugno – luglio 2001)

Il Teatro Farnese, spazio eccezionale quasi contemporaneo al Globe Theatre, è stato costruito in occasione delle nozze tra Odoardo Farnese e Margherita de’ Medici per opera dell’ingegnere e architetto Giovan Battista Aleotti. Venne inaugurato nel 1628 col Torneo “Mercurio e Marte” di Claudio Achillini su musica di Monteverdi.

Nell’anno delle Celebrazioni Verdiane costituisce un’occasione troppo stimolante per non tentarne l’utilizzo e la Fondazione Teatro Due non poteva esimersi dall’immaginare un “Progetto Shakespeare” dedicato all’autore che ha certo rappresentato per Verdi una delle fonti principali di ispirazione, se non l’idea stessa che del teatro aveva il musicista.

La Fondazione Teatro Due ha scelto, quindi, di presentare: La Tempesta, per la regia di Dominique Pitoiset e Come vi piace, per la regia di Gigi Dall’Aglio. Le meravigliose caratteristiche architettoniche del Teatro Farnese sono lo spazio in cui ogni attore desidererebbe recitare, possibile luogo di incontri “irripetibili” tra artisti e pubblico internazionali. Nel 2002 il progetto prosegue con Amleto con la regia di Walter Le Moli. Nel 2003 dà spazio agli autori elisabettiani con Peccato fosse puttana di John Ford con la regia di Luca Ronconi.

TEATRO NEI LUOGHI D’ARTE

Fondazione Teatro Due, Fondazione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Biblioteca Palatina – Sezione Musicale e Museo Bodoniano. Parma

UNA NOTTE IN BIBLIOTECA di Jean-Christophe Bailly, traduzione Stefano Chiodi, con Filippo Berti, Paolo Bocelli, Laura Cleri, Ivan Olivieri, musica Anne Fischer, costumi Françoise Luro, luci Claudio Coloretti, regia Gilberte Tsaï

Creato nel 1999 per la Biblioteca Palatina di Parma, lo spettacolo è stato concepito per essere trasportato in altre biblioteche. Nel 2000 ne abbiamo visto una ripresa nella Biblioteca Angelica di Roma; una versione russa è stata rappresentata nel 2002 a Saratov mentre nell’autunno 2005 ne è stata proposta una versione francese alla Bibliotèque Historique della città di Parigi.

Ora lo spettacolo è inserito nel programma di Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma nell’ambito del Grand Re-Tour.

Lo spettacolo sarà proposto nelle biblioteche delle città italiane coinvolte nel Grand Re-Tour. Data la ricchezza della storia di questo spettacolo si può dire che la sua vitalità sta nella tendenza ad adattarsi dinamicamente alla lingua, alla storia e alla memoria dei luoghi in cui viene rappresentato. Ogni città è un luogo specifico ed ogni biblioteca è un microcosmo particolarissimo nel quale si incontrano non solo strutture architettoniche e spaziali diverse, ma anche abitudini culturali differenti nei confronti dei libri.

La biblioteca è caverna e labirinto dove sapere, epoche, canti, racconti ed enigmi si aggrovigliano, foresta del senso che il minimo vento sulle pagine fa tremare, deposito di pezzi staccati di una gigantesca macchina dagli ingranaggi arrugginiti e coperti di polvere.

Ma anche luogo di città, luogo pubblico, simile a un salone comunicante con la strada che, sebbene in disparte, è aperto agli incontri e agli sguardi.

L’azione si svolge ai nostri giorni e a notte fonda.

Fondazione Teatro Due in collaborazione con Fondazione Magnani Rocca

FUOCHI SPARSI. VISITA CLANDESTINA AL MUSEO

di Jean-Christophe Bailly, traduzione Antonella Moscati, con Roberto Abbati, Cristina Cattellani, Marcello Vazzoler, costumi Françoise Luro, luci Claudio Coloretti, regia Gilberte Tsaï

Fuochi sparsi è uno spettacolo teatrale concepito come una visita guidata clandestina al museo della Fondazione Magnani Rocca. Jean-Christophe Bailly, critico d’arte, scrittore e drammaturgo, spesso coinvolto in eventi presentati al di fuori delle tradizioni teatrali, per questa occasione ha immaginato che in diverse parti del mondo gruppi di persone si radunassero fuori dai musei per entrarvi dopo l’orario di chiusura ufficiale sotto la guida di due custodi-fattori.

In un’atmosfera di silenzio e sospensione, gli spettatori vengono guidati all’interno degli ambienti della Fondazione dove l’esposizione dei quadri, da Goya a Morandi, costituirà l’insolito trait d’union per questo percorso artistico-teatrale.

Nella semioscurità verranno svelati i particolari di alcuni dipinti rompendo il buio con la luce di una pila: ad ogni sosta la visione sarà accompagnata da una scoperta.

Nella sala che ospita la Madonna col Bambino di Filippo Lippi, appare un angelo che, alla ricerca del «vero Bambino», rimane molto deluso dal trovarsi di fronte a una sua rappresentazione pittorica.

I due bambini ritratti da Goya ne La Famiglia dell’Infante di Spagna escono dal quadro per condurre gli spettatori nella sala dove sono esposte alcune delle opere più belle di Morandi e le guide riflettono su arte e filosofia interpretando posizioni e colori dei soggetti dei quadri, «un mondo lontano che si condensa nelle cose più vicine, nelle cose che la mano manipola e l’occhio nemmeno guarda».

Il tutto si svolgerà nell’arco di un’ora, dal crepuscolo alla sera, lasso di tempo in cui si effettuerà un tuffo nel passato e si potranno apprezzare aspetti dei dipinti generalmente più nascosti.

LE RESIDENZE

Numerose le compagnie che nel corso degli anni hanno trovato negli spazi di Teatro Due un luogo protetto per poter

Fra le altre: Compagnia di Danza Artemis, la formazione strumentale di musica contemporanea Nextime Ensemble, il Balletto Civile di Michela Lucenti.

Attualmente, Fondazione Teatro Due ospita in residenza l’Orchestra Europa Galante, diretta dal M° Fabio Biondi. Grazie alle sue interpretazioni con strumenti d’epoca del repertorio classico e barocco, l’Ensemble è senza dubbio uno dei gruppi di maggior prestigio del panorama internazionale.

Richiestissima ovunque, Europa Galante si esibisce con successo in Giappone come negli Stati Uniti, in Spagna come in Germania e in Francia.

L’orchestra, diretta da Fabio Biondi, è stata protagonista della più importante produzione della Fondazione Teatro Due nel corso dell’anno 2005, “Marat-Sade” di Peter Weiss.

A Teatro Due Fabio Biondi ed Europa Galante, nel febbraio 2006 hanno presentato in anteprima, in forma di concerto Bajazet, opera in tre atti di Antonio Vivaldi,

I progetti vocali Europa Galante per il 2006 includono, oltre all’Opera Bajazet, che ha ottenuto un memorabile successo di critica internazionale, l’ Ascanio in Alba di Mozart e La Didone di Francesco Cavalli che ha debuttato nel settembre 2006 al Teatro Malibran di Venezia (una produzione Teatro La Fenice di Venezia e Unione Musicale di Torino in collaborazione con Fda – Facoltà Design e Arti dell’Università IUAV di Venezia).

Dal 1998, e dopo una importante discografia edita in collaborazione con la casa discografica francese OPUS111, Europa Galante collabora in esclusiva con VIRGIN CLASSICS per la quale ha pubblicato numerosi dischi che ottengono regolarmente i massimi riconoscimenti internazionali.

PRINCIPALI PRODUZIONI E COPRODUZIONI

Dell’ultraventennale attività di produzione, citiamo gli spettacoli che in modo particolare hanno segnato le tappe fondamentali di un percorso artistico.

PERIODO 1979-1985

1979-1982 creazione della trilogia shakespeariana: Amleto, Macbeth, Enrico IV.

1983        L’Istruttoria di Peter Weiss, regia Gigi Dall’Aglio.

1984        Uccellacci uccellini di Pier Paolo Pasolini, regia collettiva, con Ninetto Davoli.

1985       A che punto siamo della notte (tratto dal trittico Woyzeck – Leonce e Lena – La morte di Danton), regia collettiva.

1987        Sofocle (Antigone, Edipo re, Edipo a Colono), regia Gigi Dall’Aglio.

Nella giungla delle città di Bertolt Brecht, regia Gigi Dall’Aglio.

PERIODO 1985-1992

Questi gli spettacoli che più hanno caratterizzato la poetica del gruppo negli anni’80. Una poetica che ha fatto della scrittura scenica, dell’elaborazione drammaturgica e della creazione “collettiva” un punto di forza.

Con l’evolversi del tempo, della storia e del costume, la ricerca si è spostata verso una forma di teatro di “regia” a cui appartenevano già alcuni esempi dal 1985:

1985

Marat–Sade di Peter Weiss, regia Walter Le Moli.

Le Nozze di Elias Canetti, regia Gigi Dall’Aglio.

Max Gericke di Manfred Karge, con Elisabetta Pozzi, regia Walter Le Moli.

Lulù di Frank Wedekind, regia Walter Le Moli.

Quando incomincia lo spettacolo di Daniele Abbado, regia Walter Le Moli.

Don Giovanni di Molière, regia Gigi Dall’Aglio.

Il Tartufo di Molière, regia Walter Le Moli.

1986

Marat–Sade di Peter Weiss, regia Walter Le Moli, in coproduzione con Théatre de la Salamandre, Jeune Théatre National, M.C. 93 Bobigny, Centre National de Creation et de Diffusion Artistiques.

1989

Il gabbiano di Anton Cechov, regia Walter Le Moli.

1990

Sigmund F., di Giampaolo Bocelli, regia Gigi Dall’Aglio.

Elle di Jean Genet, con Maria Casares, regia Bruno Bayen,in coproduzione con Association Penelope-Théâtre des Treize Vents, Association Française d’Action Artistique, Teatro Festival Parma.

Basta per oggi, regia Walter Le Moli, in coproduzione con Festival D’Avignon, Acteurs Producteurs Associés.

1991

I giganti della montagna di Pirandello, regia Walter Le Moli.

Creatura di sabbia di Tahar Ben Jelloun, con Moni Ovadia e Giovanna Bozzolo, regia Daniele Abbado.

1992

Crimini del cuore di Beth Henley con Giuliana De Sio, Elisabetta Pozzi, Pamela Villoresi, regia Nanni Loy .

Francesco delle creature con Ninetto Davoli, regia Gigi Dall’Aglio.

Scena madre di Arthur Schnitzler, con Vittorio Mezzogiorno, regia Alain Maratrat.

Partage de midi di Paul Claudel, con Daria Nicolodi, Luca Zingaretti, Franco Castellano, regia Franco Però.

I sequestrati di Altona, di Jean Paul Sartre, con Piero Di Jorio, Sergio Fantoni, Elisabetta Pozzi, Franco Castellano, Bruna Rossi, regia Walter Le Moli.

PERIODO 1993-1994

Al trasformarsi dell’estetica e all’evolversi delle scelte produttive è corrisposta la crescita del sistema organizzativo che sempre più ha portato la struttura ad identificarsi, sul piano nazionale, come uno tra i più attivi teatri stabili a gestione privata e, sul piano locale, ad un sempre più profondo radicamento nel tessuto cittadino. Seguono quindi le produzioni:

1993

Maratona di New York scritto e diretto da Edoardo Erba, con Luca Zingaretti e Bruno Armando.

L’attesa di Remo Binosi, con Maddalena Crippa ed Elisabetta Pozzi, regia Cristina Pezzoli.

La Banqueroute di Carlo Goldoni, regia Gigi Dall’Aglio in coproduzione con Teatro Festival Parma 93, Centre Dramatique National-La Comédie de Reims, Association Française d’Action Artistique, Ministère des Affaires Etrangères.

1994

Molto rumore per nulla di William Shakespeare, con Elisabetta Pozzi e Massimo Popolizio, regia Gigi Dall’Aglio.

Line di Israel Horovitz, con Stefania Sandrelli, Luca Zingaretti, Franco Castellano, Maurizio Donadoni, Bruno Armando, regia Piero Maccarinelli.

Gust di Herbert Achternbusch, con Franco Castellano, messa in scena Walter Le Moli.

ll lungo pranzo di Natale di Thornton Wilder, con Sergio Fantoni, regia Cristina Pezzoli.

Bell’arte è questa scritto, interpretato e diretto da Renato Carpentieri.

Da un’opera abbandonata, un percorso attraverso l’opera di Samuel Beckett (Da un’opera abbandonata; Atto senza parole II; Quella volta; Va’ e vieni; Tutti quelli che cadono; Ceneri; Commedia; Cosa, dove; Frammento di Teatro II, Passi; Desideri umani; Soprassalti), con Bruno Armando, Franco Castellano, Paolo Graziosi, Luca Zingaretti, regia Franco Però.

PERIODO 1995-2001

A questi nuovi spettacoli si è aggiunta la ripresa de L’Istruttoria di Peter Weiss, presentata a Milano e a Roma in occasione dei Cinquant’anni della Liberazione e ripresa da Rai Due Palcoscenico.

1995           

L’Histoire du soldat, in coproduzione con il Festival d’Avignon, Teatro Stabile dell’Umbria, in collaborazione con Compagnia Giorgio Barberio Corsetti e Teatri Uniti, e con la partecipazione di Emilia Romagna Teatro e International Arts Centre de Singel, sceneggiatura inedita di Pier Paolo Pasolini, Sergio Citti e Giulio Paradisi, regia di Giorgio Barberio Corsetti, Gigi Dall’Aglio e Mario Martone, con Ninetto Davoli.

1996

Pierrot Lunaire di Albert Giraud, musiche di Arnold Schönberg, con Maddalena Crippa e i Solisti dell’Orchestra Sinfonica “Arturo Toscanini”, regia Walter Le Moli.

Giulio Cesare di William Shakespeare, con Maurizio Donadoni, regia Gigi Dall’Aglio.

Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neill, in coproduzione con il Teatro di Roma e il Teatro di Genova, con Mariangela Melato, Marisa Fabbri, Elisabetta Pozzi e Massimo Popolizio, regia Luca Ronconi.

Niente è piu buffo dell’infelicità tratto da cinque atti unici di Samuel Beckett, regia Franco Però.

Zio Vanja di Anton Cechov, in coproduzione con il Teatro di Roma, con Maddalena Crippa, Michele de’ Marchi, Renzo Giovampietro, Remo Girone, Roberto Herlitzka, Elisabetta Pozzi, Tania Rocchetta, Bianca Sollazzo, Lino Troisi, regia Peter Stein.

1997

Romeo e Giulietta di William Shakespeare, regia Walter Le Moli.

1998

Il Caso Moro di Roberto Buffagni, regia Cristina Pezzoli.

L’angelo sterminatore di Luis Buñuel e Luis Alcoriza, regia Gigi Dall’Aglio.

Fuochi sparsi di J.C.Bailly, regia Gilberte Tsäi.

1999

Alice oltre lo specchio da Lewis Carroll, con Elisabetta Pozzi, musiche di Ivano Fossati, regia Giorgio Gallione.

Lo straniero di Albert Camus, con Roberto Abbati, Valerio Binasco, Gea Lionello, Gian Paolo Poddighe, regia Franco Però.

Ricorda con rabbia di John Osborne, con Lea Gramsdorff, Alessia Innocenti, Francesco Siciliano, Massimo Poggio, regia Walter Le Moli.

Mezz’ora d’autore. Atti unici di fine millennio, in collaborazione con Rai International, regia Gigi Dall’Aglio.

2000

Delirio a due di Eugène Ionesco, in coproduzione con Nuovo Teatro Eliseo, con Elisabetta Pozzi e Franco Castellano, regia Walter Le Moli.

Ring di Vincenzo Cerami, con Paolo Bocelli, Laura Cleri, Stefano Lescovelli, Tania Rocchetta, regia Franco Però.

Una notte in biblioteca di Jean Christophe Bailly, regia Gilbert Tsaï.

Come vi piace di William Shakespeare, con Elisabetta Pozzi, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Paola De Crescenzo, Paolo Bocelli, Stefano Cenci, Nicola Alcozer, Umberto Bortolani, Francesco Migliaccio, Alfonso Postiglione, Vittorio Franceschi, Roberto Abbati, Marcello Vazzoler, regia Gigi Dall’Aglio.

2001

La signora dalle scarpe strette di Vittorio Franceschi, regia Walter Le Moli.

Ciò esula di Ludovica Ripa di Meana, con Elisabetta Pozzi, regia Walter Le Moli.

La tempesta di William Shakespeare, con Roberto Abbati, Fabrizio Casula, Paolo Bonacelli, Nicola Alcozer, Paolo Orlandelli, Gigi Dall’Aglio, Marcello Vazzoler, Luca Fagioli, Beppe Lo Parco, Francesco Migliaccio, Cristina Spina, Nadia Fabrizio, regia Dominique Pitoiset.

Dio di Woody Allen, con Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Stefano Cenci, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Paola De Crescenzo, Luca Fagioli, Tania Rocchetta.

H-moll di Ingrid Von Wantoch Rekowski, dalla Messa in Si minore di Johann Sebastian Bach, in coproduzione con PolimniA-Paris, Trimaran-Bruxelles, Musica-Strasbourg, CICT/Théatres des Bouffes du Nord Paris, Schauspiel-Frankfurt.

Periodo 2002 – 2007

2002

Elettra di Euripide, con Elisabetta Pozzi, regia Piero Maccarinelli.

Don Chisciotte di Miguel De Cervantes, con Michele De’ Marchi, Luca Fagioli, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Paola De Crescenzo, Laura Mazzi, Tania Rocchetta, Marcello Vazzoler, Susanna Giarola, Francesca Rinaldi, Daniela Ferrati, Luis Agudo, regia Henning Brockhaus.

Amleto di William Shakespeare, con Elisabetta Pozzi, Mauro Avogadro, Mariangela D’Abbraccio, Gigi Dall’Aglio, Francesco Migliaccio, Giovanna Di Rauso, Roberto Abbati, Ruggero Cara, Nicola Alcozer, Cosimo Cineri, Giancarlo Condè, regia Walter Le Moli.

2003

La memoria dell’acqua di Shelagh Stephenson, con Manuela Mandracchia, Georgia Lepore, Sonia Barbadoro, Sara Bertelà, Fabio Cocifoglia, Salvatore D’Onofrio, regia Massimiliano Farau.

Aspettando Godot di Samuel Beckett con Michele De’ Marchi, Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Marcello Vazzoler, regia Michele De’ Marchi.

Peccato che fosse puttana di John Ford con Giovanni Crippa, Simone Toni, Antonio Zanoletti, Michele Nani, Luciano Roman, Raffaele Esposito, Sergio Leone, Riccardo Bini, Stefano Corsi, Laura Pasetti, Pia Lanciotti, Barbara Valmorin, regia Luca Ronconi

Qui di Michael Frayn con Sonia Barbadoro, Fabio Cocifoglia, Tania Rocchetta, regia Massimiliano Farau.

Cara Professoressa di Ljudmila Razumovskaja, con Maria Paiato, Claudia Coli, Denis Fasolo, Aram Kian, Fulvio Pepe, regia Valerio Binasco.

2004

Cecità di Josè Saramago con Roberto Abbati, Francesco Accomando, Maria Ariis, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Fabiano Fantini, Rita Maffei, Ciro Masella, Tania Rocchetta, Roberta Sferzi, Marcello Vazzoler, regia Gigi Dall’Aglio.

2005

Marat-Sade di Peter Weiss con Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Francesca Ciocchetti, Roberta Cortese, Irene D’Agostino, Paola De Crescenzo, Sergio Filippa, Giancarlo Ilari, Pino L’Abadessa, Davide Livermore, Alessandro Loi, Maurizio Rippa, Tania Rocchetta, Roberta Sferzi, Marco Toloni, Chiara Tomarelli, Alessandra Tomassini, Silvia Trentini, Valentina Virando, regia Walter Le Moli . Le Quattro stagioni di Antonio Vivaldi esecuzione musicale Europa Galante, direttore Fabio Biondi.

2006

Leopardi, Cabaret filosofico-letterario per attori e musicisti tratto da Canti, Operette Morali, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli Italiani di Giacomo Leopardi, con Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Giovanni Buldrini, Ilenia Caleo, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Maria Chiara Di Stefano, Andrea Fugaro, Andrea Narsi, Ivan Olivieri, Tania Rocchetta, Chiara Tomarelli, Alessandra Tomassini e con Adrian Pinzaru e Francesco Tagliavini (violino), Saskia Giorgini e Davide Carmarino (pianoforte), Dora Szabo (violoncello), regia Claudio Longhi.

Niente più niente al mondo di Massimo Parlotto, con Carla Manzon, musiche dei Miura, messa in scena di Francesco Migliaccio

Peter Pan di James M. Barrie con Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Giancarlo Judica Cordiglia, Roberta Cortese, Lorenzo Fontana, Sax Nicosia, Tania Rocchetta, Maria Grazia Solano, Marcello Vazzoler; musiche Andrea Chenna eseguite da Banda Baretti: Simone Bosco (percussioni), Stefano Risso (basso), Angelo Conto (tastiere), regia Davide Livermore.

Giulio Cesare di W. Shakespeare, con Valerio Binasco/Franco Branciaroli, Luca Giordana, Paolo Serra, Fulvio Pepe, Roberta Sferzi, Andrea Narsi, Stefano Moretti, Fabricio Amansi, Eleonora Pippo, Ivan Olivieri, Ilenia Caleo, Davide Lora, Filippo Berti, regia Tim Stark.

La casa d’argilla testo Lisa Ferlazzo Natoli, scrittura scenica collettiva, con Monica Angrisani, Valentina Curatoli, Tania Garribba, Alice Palazzi, Paola Tintinelli; musica Gabriele Coen e Andrea Pandolfo, regia Lisa Ferlazzo Natoli.

2007

Antigone, di Sofocle, traduzione Massimo Cacciari, con Valentina Bartolo, Fausto Cabra, Enzo Curcurù, Paola De Crescenzo, Lino Guanciale, Alberto Onofrietti, Franca Penone, Francesco Rossini, Elia Schilton, Maria Grazia Solano, Marco Toloni, Nanni Tormen e con Giancarlo Ilari, direzione Walter Le Moli, in coproduzione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma.

La folle giornata o il matrimonio di Figaro, di Pierre-Augustin Caron De Beaumarchais, traduzione Valerio Magrelli, con Valentina Bartolo, Fausto Cabra, Enzo Curcurù, Paola De Crescenzo, Lino Guanciale, Alberto Onofrietti, Franca Penone, Francesco Rossini, Elia Schilton, Maria Grazia Solano, Marco Toloni, Nanni Tormen, scene e costumi Csaba Antal, direzione Claudio Longhi, in coproduzione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma.

L’udienza di Václav Havel con Roberto Abbati e Pietro Bontempo, a cura di Pietro Bontempo.

Noccioline – Peanuts di Fausto Paravidino con Elena Arvigo, Alessia Bellotto, Luigi Di Pietro, Denis Fasolo, Iris Fusetti, Aram Kian, Mauro Parrinello, Fulvio Pepe, Vittoria Chiacchella, Lucia Mascino, regia Valerio Binasco, in coproduzione con Teatro Eliseo.

PRINCIPALI TOURNÉE ESTERE

PERIODO 1980-1982

1980
Festival Mondial Du Théâtre, Nancy – Amleto

Stuttgarter Theater Sommer ’80, Stuttgart – Amleto

Zürcher Theater Spektakel, Zürich – Amleto

1981
Alternatives Théâtrales, Bruxelles – Amleto

Theater der Welt, Hamburg – Amleto

Wuppertaler Schauspielhaus, Wuppertal – Amleto

Schauspielhaus Bochum, Bochum – Amleto

Overture de la Criee, Marseille – Amleto

1982
Kulturzirkus, Nürnberg – Macbeth

Holland Festival, Amsterdam – Amleto, Macbeth, Enrico IV

Holland Festival, Den Haag – Enrico IV

Holland Festival, Utrecht – Enrico IV

Holland Festival, Arnhem – Enrico IV

Holland Festival, Eindhoven – Enrico IV

Bonn Paradeplatz, Bonn – Amleto

Kobenhavns lnternationale Teater Festival, Copenhagen – Amleto, Macbeth

 

PERIODO 1983-1985

1983
London International Festival, London – Amleto

Theater Am Turm, Frankfurt – Amleto, Macbeth, Enrico IV

Dublin Festival, Dublin – Amleto

Theater im Palast, Berlin – Enrico IV

1984
Theater Am Turm, Frankfurt – A che punto siamo della notte

Maison des Cultures du Monde, Paris – Amleto, Macbeth, Enrico IV

Theater im Palast, Berlin – Enrico IV

Kulturzirkus 1984, Nurnberg – Enrico IV

Festival International du Théâtre, Lausanne – Enrico IV

T.N.S. Théâtre National, Strasbourg – Macbeth, Enrico IV

1985

Festival di Perth, Perth/Australia – Macbeth

Festival d’Automne, Paris – Uccellacci uccellini

Pepsico Summerfare Festival, New York – MacbethA che punto siamo della notte


PERIODO 1986-1988

1986
Helsinki Festival, Helsinki – Amleto, Macbeth, Enrico IV

T.N.S. Théâtre National, Strasbourg – A che punto siamo della notte

– Kobenhavns Internationale Teater Festival, Copenhagen – Amleto, Macbeth, Enrico IV

– Theater Am Turm, Frankfurt – Sofocle

– Bayerische Staatschauspiel, Münich – Amleto

1987
– Theater Der Welt, Stuttgart – A che punto siamo della notte

– Wiener Festwochen, Wien – Amleto

1988
– Festival Internazionale di Caracas, Caracas – Enrico IV

– Festival de I’été Girondin, Bordeaux – Sofocle

– Theater Am Turm, Frankfurt – Don Giovanni

 

PERIODO 1989-1995

1989
– 40 Jahrestag der Internationalen Theaterwoche, Erlangen – A che punto siamo della notte

– Festival de Genève, Genève – Quando incomincia lo spettacolo?

1991
– Katona Joszef Theater, Budapest – Don Giovanni

1993
– Bremer Shakespeare Festival, Bremer – Enrico IV

1995
– Festival d’Avignon, Avignon – L’Histoire du Soldat


PERIODO 1996-2008

1996
– Culturgest, Lisboa – L’Histoire du Soldat

– La Methaphore, Lille – L’Histoire du Soldat

– International Kunstzentrum deSingel, Antwerpen – L’Histoire du Soldat

– Teatro d’Arte, Moscow – Zio Vanja

– Edimburgh Festival, Edimburgh – Pierrot Lunaire

– Edimburgh Festival, Edimburgh – Zio Vanja

2000
– International Fajr Theatre Festival, Teheran – Lo straniero

2001
– Les Brigittines, Bruxelles – H-Moll

2008
– Habimah National Theatre of Israel – L’ Istruttoria

Festival de l’Union des Théâtres de L’Europe Bucarest – L’Istruttoria