con Franco Branciaroli, Tommaso Cardarelli e Alessandro Albertin e con la partecipazione di Lucia Ragni scene e costumi Margherita Palli luci Gigi Saccomandi regia Franco Branciaroli

Nel centenario della nascita di Samuel Beckett, Franco Branciaroli porta in scena – nella duplice veste di attore e regista – uno dei capolavori del drammaturgo irlandese: Finale di partita. Una grande prova d’attore e una messa in scena che punta al tragicomico e che dà evidenza plastica ad un mondo residuale, sospeso nel vuoto di ogni possibile significato, in cui l’uomo è prigioniero della propria invalidità esistenziale e comunicativa. Considerato un classico del teatro contemporaneo, Finale di partita è riconosciuto come il maggior lavoro teatrale di Beckett, e per molti un apice tuttora insuperato (e senza ritorno) della produzione drammatica contemporanea. L’occasione del centenario della nascita dello scrittore irlandese, premio Nobel per la letteratura, coincide con la decisione di Franco Branciaroli di affrontare sulla scena un personaggio come quello di Hamm, di cui si possono ricordare le precedenti interpretazioni di Gianni Santuccio negli anni Ottanta e di Carlo Cecchi nel 1995. D’altro canto fu lo stesso Beckett a definire Finale di partita, in un’intervista rilasciata al Corriere della sera, un vero e proprio match teatrale per mattatori. Della parola beckettiana Branciaroli mette in rilievo soprattutto la dimensione tragicomica che, particolarmente congeniale alla sua recitazione, perfettamente si attanaglia a quella che è, per dichiarazione dello stesso Beckett, la battuta e la sintesi principale del testo: ovvero che niente è più comico dell'infelicità.

produzione Teatro de Gli Incamminati con il contributo di Artemide

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