OGNI BELLISSIMA COSA

di Duncan Macmillan e Johnny Donahoe

SPAZIO SHAKESPEARE
16 / 31 ottobre

durata 75 minuti

con Alberto Paradossi

traduzione e regia Monica Nappo

produzione Fondazione Teatro Due

Quando sei bimbo e i grandi fanno cose che tu non capisci tanto, provi a domandare loro che cosa stia succedendo, ed eventualmente a dare il tuo aiuto. In alcuni casi puoi scoprire che il tuo aiuto e il tuo modo di reagire restano invariati dopo venti anni.
Ogni bellissima cosa parla proprio di questo.
Racconta di un bambino costretto a chiedersi cosa fosse quella cosa chiamata morte, cosa volesse dire la frase “Mamma è depressa.”
Dal momento che neanche il papà sapeva rispondergli, iniziò a scrivere una lista di tutte le cose bellissime che esistono e che sono un buon motivo per vivere e svegliarsi con il sorriso.

Questa storia può accadere ovunque nel mondo, perché è ovunque nel mondo che accadono queste storie. Duncan Macmillan racconta qualcosa che è sia la sua vita sia la vita di tanti di noi, e così facendo inizia a costruire un mondo sotto i nostri occhi dove il teatro è un gioco per bambini alla massima potenza. Tutti possono diventare parte della storia, recitare alcuni personaggi, una giacca può diventare un cane e una lista di bellissime cose può ricomparire dopo 20 anni magicamente da una scatola, quando ormai sei adulto. E quella lista può essere lo stesso viatico di luce che fu quand’eri bambino, perché le cose bellissime che ci circondano ci sono ancora. Anzi, ora sei più grande e la lista può solo essere più lunga. Ecco cosa dice il testo, che il teatro non ha bisogno di molto, come i giochi dei bambini, e che il nostro modo di vedere la vita fatto di ironia e malinconia non ha bisogno di effetti speciali per dipanarsi o di particolari qualità, ma solo di un luogo dove degli esseri umani decidono di volersi incontrare.

Monica Nappo

 

Potremmo fare un elenco, colorato e fantasioso, delle infinite buone ragioni che ci possono portare a prendere posto in poltrona, di fronte a un palco, in attesa che le luci si spengano. Potremmo fare come il protagonista di Ogni bellissima cosa che, per aprire gli occhi alla sua mamma sulla bellezza del mondo, si mette d’impegno, carta e penna, nei decenni, a enumerare le cose meravigliose per cui vale la pena vivere. Potremmo perché non è difficile, tornando a casa, concedersi a una riflessione sul perché sia opportuno, di tanto in tanto, darsi in pasto alla magia del sipario.

Margherita Portelli, Gazzetta di Parma

ph. Andrea Morgillo