Siamo le lavoratrici e i lavoratori di Fondazione Teatro Due, coloro i quali ogni giorno fanno vivere, sulla scena e fuori, l’attività di questo luogo di cultura della Città. Sentiamo la necessità, oggi, dopo mesi durante i quali abbiamo assistito a un dibattito che ci ha coinvolto, di esprimere il nostro punto di vista.
Siamo e saremo sempre dalla parte di chi subisce un’ingiustizia e di chiunque sia vittima di abusi e violenze.
Il dibattito nato in seguito alla vicenda che ha coinvolto il nostro teatro, però, è spesso scivolato in una generalizzazione ingiusta, dolorosa, che ci offende e lede la nostra dignità. Ogni volta che è stato detto e scritto che “Teatro Due è un luogo omertoso dove tutti sapevano”, si è gettato discredito su ciascuno di noi, sottintendendo che fossimo a conoscenza dei fatti e conniventi. Così come ogni volta che si parla di Teatro Due come di un’entità astratta, si dimentica e si calpesta la comunità di esseri umani che la compone, persone che – chi da trent’anni chi da pochi mesi – con passione e cura svolgono ogni giorno il proprio lavoro negli uffici, nel settore tecnico e sul palcoscenico. Chiunque lavori qui ha una rispettabilità che è ingiustamente messa in discussione.
Non possiamo accettare un giudizio sommario espresso su un’intera comunità di lavoratori onesti.
Ci domandiamo come mai il bersaglio dell’accanimento mediatico sia sempre il Teatro Due e mai la persona oggetto di denuncia.
Chiediamo che venga tracciato un confine netto tra le responsabilità individuali, che sono al vaglio della giustizia, e la dignità di chi contribuisce onestamente alla vita di questo teatro.
Lavoriamo in un ambiente sicuro. Vorremmo continuare a farlo in serenità.

