L’ANGELO DEL FOCOLARE

testo e regia di Emma Dante

SPAZIO GRANDE
9 e 10 dicembre 2026

durata 65 minuti

con David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi

scene e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro

coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Châteauvallon-Liberté – Scène Nationale, Les Célestins – Théâtre de Lyon, La Comédie de Clermont-Ferrand, Scène Nationale d’ALBI-Tarn, Le Cratère – Scène Nationale Alès, L’Estive – Scène Nationale de Foix et de l’Ariège, Théâtre + Cinéma, Scène Nationale Grand Narbonne, Théâtre de l’Archipel – Scène Nationale de Perpignan, Théâtre Molière-Sète – Scène Nationale Archipel de Thau, Le Parvis, Scène Nationale Tarbes-Pyrénées, Compagnia Sud Costa Occidentale, Carnezzeria

coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma
organizzazione Daniela Gusmano
tecnico in tournée Marco Guarrera

Lo spettacolo contiene linguaggio esplicito e scene di violenza.
Durante lo spettacolo sono utilizzate luci stroboscopiche.

 

Dentro una famiglia, un giorno, l’abituale violenza del marito sulla moglie si trasforma in un femminicidio. L’uomo la uccide spaccandole la testa con un ferro da stiro. La donna giace a terra, morta, ma la sua morte non è sufficiente: nessuno le crede. Così che la donna, come l’angelo del focolare nella cui grottesca immagine si ritrova incastrata, sarà costretta ad alzarsi e a rientrare nella stessa routine, pulendo la casa, occupandosi del lavoro domestico, preparando da mangiare al figlio e al marito, accudendo l’anziana suocera. Ogni mattina, i familiari la trovano morta e non le credono. Ogni mattina lei si rialza, apre la moka, chiusa troppo stretta, e ricomincia a subire la violenza del marito, la depressione del figlio, l’impotenza della suocera che anziché condannare il figlio brutale e dispotico, lo compatisce. Ogni sera la moglie muore di nuovo, come in un girone dell’inferno in cui la pena non si estingue mai. Nella penombra di una casa addormentata, l’angelo scuote i lembi della vestaglia e prova a volare ma le è concesso soltanto l’intenzione del volo.

Emma Dante

Con il suo ultimo lavoro, L’angelo del focolare, Emma Dante (Leone d’Oro 2026 alla Biennale di Venezia) torna a indagare la condizione femminile con il suo stile diretto, potente e visionario focalizzando l’attenzione sulla subalternità della donna, a partire dal focolare domestico, dove la violenza è spesso un fatto ordinario. In scena, un femminicidio surreale e terribile, dove la vittima, uccisa ogni sera dal marito, è costretta a tornare in vita, incarnando l’immagine grottesca dell’angelo del focolare, per continuare a rivivere la stessa routine, al servizio dei familiari e della casa.

ph. Masiar Pasquali / Piccolo Teatro di Milano