LA BISBETICA DOMATA

di William Shakespeare
adattamento e traduzione Angela Demattè

con (in ordine alfabetico)
Angelo Di Genio
Ugo Fiore
Tindaro Granata
Igor Horvat
Christian La Rosa
Walter Rizzuto
Rocco Schira
Massimiliano Zampetti

scene Matteo Patrucco
costumi Ilaria Ariemme
luci Marco Grisa
musiche originali Zeno Gabaglio
movement coach Marta Ciappina
sarta di scena Andrea Portioli

regia Andrea Chiodi
assistente regia Margherita Saltamacchia

 

produzione LuganoInScena
in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura e Teatro Carcano, Centro d’Arte Contemporanea di Milano

Spazio Grande

2 febbraio 2019, ore 20.30
3 febbraio 2019, ore 16.00

The Taming of the Shrew è innanzitutto un esperimento sul potere manipolatorio della parola. Shakespeare comincia a mostrarci il fascino e la terribilità del linguaggio, il suo potere di cambiare la realtà. Quale parola preferiamo? Quella vitale ma indomabile e fuori dalla società dell’indiavolata Caterina o quella trasformata, terribile ma potente della sua sottomissione? A questa domanda la risposta pare essere facile. Eppure bisogna guardare Petruccio e le sue strategie, guardare Tranio e le sue manovre e sentirsi presi e affascinati da essi, allora sarà più difficile decidere, sia che siamo donna o uomo, giovane o vecchio. La lingua è magica. La sua ambiguità lavora dentro di noi. Star davanti alla società umana, che è vita e dilemma, che può precipitare nel caos, può essere molto problematico. Il genio di Shakespeare ci fa sentire la tentazione di un ordine assoluto, definitivo.

È il potere della parola coercitiva, anche se irragionevole. Petruccio, sempre con la parola, ci rende partecipi della sua soddisfazione. Ecco che Caterina cede, si sottomette. Impara a non compromettere più la parola con la vita, con le emozioni e i sentimenti. Impara ad usarla come arma, strumento di potere e di coercizione. E così riporta l’ordine dentro una società che ha perso forza perché ha perso la sacralità della parola. Una donna, Caterina, che per avere un posto nella società si fa uomo, parla come un uomo di potere, con dolore si sottomette per diventare la regina della casa. È un’astuzia terribile e amara, piena di una finta rivalsa, il cui eco arriva fino a oggi. Una commedia tutta da ridere, fatta di atrocità e strani rapporti,  dove l’amore non è amore ma interesse, dove la finzione è uno dei primi ingredienti.

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