In questi giorni a Teatro Due va in scena Himmelweg, la via del cielo con la regia di Gigi Dall’Aglio, un testo di Juan Mayorga ispirato a una vicenda vera e crudele avvenuta durante il periodo nazista. È la storia Theresienstadt, la città perfetta, un paradiso fortificato dove non si pratica violenza ma cultura, una comunità di persone di religione ebraica che vivono insieme e collaborano per il bene collettivo. Persone felici, colte, provenienti da tutte le parti d’Europa; artisti, scienziati, attori, poeti, musicisti animano quotidianamente il piccolo borgo, dove anche i bambini vivono felici e istruiti perché hanno la possibilità di giocare, andare a scuola e addirittura pubblicare una rivista di poesia (Vedem), tutto grazie alla benevolenza nazista. Theresienstadt è in realtà un campo di concentramento non lontano da Praga allestito alla fine del 1941 dove sono transitate più di 155000 persone e dove ne sono morte circa 35000 (le altre sono state invece deportate in altri campi per essere uccise). Per fornire un’idea falsa e fuorviante agli ispettori della Croce Rossa però, i nazisti organizzano una messinscena, il ghetto viene abbellito, vengono costruiti negozi, locali, 7500 prigionieri ritenuti “impresentabili” vengono deportati e uccisi ad Auschwitz per ridurre drasticamente il numero di persone nel campo. Viene costruita forzatamente una finta armonia per fornire un’idea falsamente idilliaca della vita nei campi di concentramento.
Questo piano folle include anche la realizzazione di un documentario al fine di propagandare il bel vivere nei campi di concentramento; tra i prigionieri c’è anche Kurt Gerron – attore e regista di rilievo nella Germania di quel periodo – che viene obbligato dai nazisti a realizzare il film, probabilmente con una falsa promessa di salvezza. Il documentario, che si intitola Il Führer regala una città agli ebrei (Theresienstadt. Ein Dokumentarfilm aus dem jüdischen Siedlungsgebiet) viene effettivamente realizzato, ma mai proiettato. Kurt Gerron invece, immediatamente dopo la fine delle riprese, viene ucciso ad Auschwitz e insieme a lui anche la moglie e molte delle comparse del documentario.
Qui sotto, il film Prigioniero del Paradiso (candidato all’Oscar nel 2003) che racconta di Kurt Gerron e di Theresienstadt.

Il sito Ghettinazisti.it contiene un approfondimento su Theresienstadt, molte testimonianze e a una gallery fotografica che include immagini del campo e disegni coloratissimi di una prigioniera dodicenne che raccontano in maniera impressionante della vita al ghetto di Terezín.