traduzione Giorgio Zampa

con

Roberto Abbati

Paolo Bocelli

Cristina Cattellani

Laura Cleri

Gigi Dall’Aglio

Pino L’Abbadessa

Milena Metitieri

Tania Rocchetta

musiche Alessandro Nidi

esecuzione Davide Carmarino

costumi Nica Magnani

luci  Claudio Coloretti

regia Gigi Dall’Aglio

L’Istruttoria di Peter Weiss, che venne alla luce in più teatri tedeschi già nel 1965, ha avuto e ha tuttora storicamente una realizzazione di culto che dal 1984 in poi si deve agli attori dell’ex Compagnia del Collettivo di Parma, ora militanti nella Fondazione Teatro Due con regia immutabile e perfetta di Gigi Dall’Aglio. Quest’opera shockante e ammutolente sull’Olocausto, proprio in un epoca come l’attuale, in cui s’è arrivati a discutere su una ridefinizione di quella barbarie, assume un’importanza simbolica di memoria, di monito e di attestazione irrefutabile della più alta ingiustizia umana del ‘900 e per spettatori vecchi e nuovi è assolutamente a non perdere.

Come sempre, ritmati dalla scrittura di Weiss, e dalla regia strenua e toccante di Dall’Aglio, sono tre i tempi e i moduli della messinscena: c’è uno svelamento degli “interpreti” che si truccano, per entrare nei ruoli in camerino (adottando nel prologo una pagina della Divina Mimesis di Pasolini), poi c’è una sorta di compresenza fra personaggi e spettatori, e infine c’è il tragitto delle vittime nel calvario delle torture davanti a una parete bassa e nera utilizzata anche come lavagna per scritte e diagrammi. Con musiche di Alessandro Nidi.

E con uno strazio laico senza fine.

Rodolfo di Giammarco, “La Repubblica”

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