Pubblichiamo queste righe a causa di un post inopportuno uscito su Facebook non rispettoso della volontà di Tania, della Famiglia e della Fondazione Teatro Due.

“La notte è così bella
che forse anche morire non fa male”.

Tania Rocchetta se ne è andata e questo è il verso di Esenin con cui voleva essere accompagnata.

“Niente retorica, per favore”.

Aveva orrore del chiacchiericcio di quest’epoca mediocratica, dell’”immagine” , sinonimo di consumo, della semplificazione.

Tania ha incarnato quasi cinquant’anni di teatro in cui quello che si è immaginato , pensato, costruito non può essere riassunto qui e ora , né Lei lo avrebbe voluto. Era un’Attrice, la nostra compagna di una vita, amori, odi, vittorie e sconfitte incluse. Non voleva morire, punto. Una sfida con la morte da vera combattente folle, per una “quasi eternità”… Un’Attrice.

Canzoni, teatro politico, teatro civile, studio, poesia, pensiero critico, oltre duecento spettacoli; la ricerca del senso, del ritmo della Parola , una voce speciale, la fragilità, l’eleganza, la presenza, la passione ,la durezza, il carisma, la forza, i sogni e i desideri, la cura, la rabbia, il cuore… , ragione e sentimento spesso in lotta.

Chi fa teatro, lo sa. “Essere pronti ,è tutto” e l’intensificazione della vita, l’attuazione sono più potenti del ricordo.

“…e sciami d’angeli ti cantino il riposo”.

Paola Donati

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