LES NUITS BARBARES
Ou les premiers matins du monde

coreografia di Hervé Koubi

con

Lazhar Berrouag
Abdelghani Ferradji
Bendehiba Maamar
Mohammed Elhilali
Zakaria Ghezal
Giovanni Martinat
Nadjib Meherhera
Riad Mendjel
Mourad Messaoud
Zakaria Rezzouqi
Ismail Oubbajaddi
Issa Sanou
El Houssaini Zahid

 

musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Gabriel Fauré, Richard Wagner e musiche tradizionali algerine

creazioni musicali Maxime Bodson

arrangiamenti Guillaume Gabriel

luci Lionel Buzonie

costumi, maschere e oggetti di scena Guillaume Gabriel, Claudine G-Delattre

lame Esteban Cedres

maschere realizzate con il supporto di Swarovski

 

produzione Cie Hervé Koubi

Arena Shakespeare

17 luglio 2017

Artista francese di origine algerina, Hervé Koubi ha sviluppato la sua carriera come ballerino-coreografo presso la Facoltà di Aix-Marseille, perfezionandosi al Centre International de Danse Rosella Hightower a Cannes, e all’Opéra de Marseille. Nel 2000 ha creato Le Golem, primo progetto con la sua compagnia, la CIE HERVÉ KOUBI, ottenendo un rapido successo in tutto il mondo, tanto da essere nominato Chevalier des Arts et des Lettres

Il coreografo franco-algerino e la sua compagnia danno vita ad una nuova creazione sul tema dell’origine della cultura mediterranea. Hervé Koubi riscrive una storia millenaria portando sul palco la paura ancestrale dello straniero, per rivelare la raffinatezza delle culture “barbare”. I ballerini fanno vorticare le loro gonne bianche come dervisci, brandendo lame e coltelli al suono della musica sacra di Mozart e Fauré, miscelata con melodie tradizionali algerine, facendo dialogare i suoi danzatori algerini con il patrimonio musicale e spirituale dell’occidente; la loro sensualità virile e la loro energia mozzafiato evocano un’umanità intera di barbari: Persiani, Celti, Greci, Vandali e Babilonesi, quasi delle apparizioni da tempi remoti e oscuri, che hanno influenzato quel grande crocevia di culture che è il Mediterraneo. Tutti questi elementi si mescolano con figure di breakdance, reinventate in maniera spettacolare e con l’hip pop, in un mix di generi dalla sensualità quasi spirituale.

Kuobi non lavora sulla narrazione, ma sugli ambienti, sulla presenza della carne e la potenza delle immagini, trasformando un esercito di guerrieri in un corpo di ballo o un coro d’opera.

Hervé Koubi solleva le ombre dalle notti barbare per mostrare l’alba di una cultura condivisa, in un’esplorazione potente e carismatica della storia del Mediterraneo.

Per la prima volta in Italia

In collaborazione con Fondazione Pizzarotti

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