Mercoledì 15 novembre alle ore 11.00 al Teatro Regio, presso il Gran Caffè del Teatro, è stato presentato il Reggio Parma Festival 2017. IL MONDO DI IERI. Fra Dio e il Diavolo propone un programma di spettacoli che attraversano teatro, opera, musica, poesia e cinema, realizzato da I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Due di Parma, Teatro Regio di Parma, dal 29 novembre al 10 dicembre 2017.
Alla presentazione sono intervenuti il Presidente dell’Associazione Reggio Parma Festival Andrea Gambetta,  il direttore di Fondazione Teatro Due Paola Donati, il Direttore Generale della Fondazione Teatro Regio di Parma Anna Maria Meo e il Direttore Generale della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia Giuseppe Gherpelli.

Programma di Fondazione Teatro Due
sabato 2 dicembre 2017
dalle 17.30 a notte fonda

LA NOTTE BIANCA DEI SOVIET

ore 17.30

Film
LA SIGNORINA E IL TEPPISTA
Regia di Vladimir Majakovskij ed Evgenij Slavinskij
Con Vladimir Majakovskij, Aleksandra Rebikova, Fyodor Dunayev

Edmondo De Amicis ispira, con il suo racconto La maestrina degli operai, l’unico titolo sopravvissuto nell’attività cinematografica di Vladimir Majakovskij, La signorina e il teppista. Realizzato nel 1918 su sceneggiatura e nell’interpretazione del poeta, la pellicola racconta la storia di un furfante innamorato della maestra di una classe collettiva di paese nella Russia pre-rivoluzionaria.
Un soggetto molto romantico, in cui Majakovskij riprende un personaggio comune nella sua poesia non ideologica, il “teppista”, un’irresistibile canaglia dal cuore d’oro con una pericolosa propensione ad innamorarsi follemente e a farsi spezzare il cuore. Un personaggio probabilmente autobiografico.
La signorina e il teppista documenta non solo la passione di Majakovskij per il cinema, espresso nei numerosi richiami a Douglas Fairbanks, Charlot e Keaton che si trovano nei suoi poemi, ma anche il suo talento di interprete: come ha detto Goffredo Fofi «nel ruolo che si è scritto addosso, su misura, Majakovskij, con la sua ombrosa virilità, sa gestire la mimica corporea e facciale con perizia sorprendente: se il corpo è ancora teatro, il volto è già cinema».

ore 18.45

I POETI SULLE MINE
Pastiche poetico-teatrale da Majakovskij e gli altri
Con Raffaele Esposito, Orlando Cinque, Anahì Traversi
Produzione Fondazione Teatro Due
In collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Una casa piccola, molti spazi condivisi, praticamente una vita comune. È quella di Osip e Lili Brik, marito e moglie, insieme al poeta della Rivoluzione, l’uomo con una cravatta di camicia e una camicia di cravatta, il cantore delle folle, Majakovskij. Nel fervore della nazionalizzazione, pubblico e privato si fondono in un gorgo che è futuro e passato, teatro e realismo, Rivoluzione permanente e lotta alla burocrazia. L’amore impossibile di un uomo che è stato tutto, una voce potente come 150.000.000 persone e troppo flebile per strappare l’esclusività alla donna della sua vita. L’universo in un appartamento, su un palcoscenico, in piazza. È in quella casa piccola che si consuma la vita del rappresentante di una generazione che ha dissipato i suoi poeti. Lenin incoraggiò la partecipazione dell’Intelligencija alla costruzione del nuovo mondo rivoluzionario, in una vera e propria chiamata alle armi delle penne più autorevoli della letteratura nazionale, non meno affilate delle baionette dell’Armata Rossa. Non tutti cantarono all’unisono il peana rivoluzionario…
Autore controverso e provocatorio, Vladimir Vladimirovic Majakovskij, resta una delle voci più potenti della grande fucina artistica sviluppatasi negli anni del ribaltamento politico e culturale della Russia post-zarista, complici gli allestimenti di alcune fra le sue opere teatrali da parte di un Maestro della regia teatrale, Vsevolod Mejerchòl’d.

dalle ore 18.50

Installazione sonora
LA STANZA DELLA RIVOLUZIONE
Adattamento di Silvana Natoli da “I dieci giorni che sconvolsero il mondo” di John Reed
Ideazione Lisa Ferlazzo Natoli e Maddalena Parise
Voce  Elio De Capitani
Paesaggio sonoro Gianluca Ruggeri
Regia del suono Giuseppe Silvi

22 minuti per raccontare in un’istallazione sonora – con le parole di John Reed e la mirabile interpretazione di Elio De Capitani – la Rivoluzione bolscevica. Quei dieci giorni che, fra l’ottobre e il novembre del 1917, sconvolsero il mondo. Dieci giorni che Reed, giornalista e militante socialista americano, ricostruisce in forma peculiare, a metà strada fra racconto, reportage giornalistico e cronaca in tempo reale.
272 pagine setacciate e condensate con cura da Silvana Natoli per ricordare – fra le note della Sinfonia n° 2 di Šostakovič utilizzata da Ejzenstejn per La Corazzata Potemkin ed echi lontane dell’Internazionale – le notti gelate a Pietroburgo, il governo provvisorio di Kerenskij, le prime parole di Lenin all’Istituto Smol’nij sede del Soviet o la stupefacente richiesta di soldati senza scarpe né cibo: “ci avete portato qualcosa da leggere?”. La registrazione in quadrifonia, come se la voce di De Capitani “accadesse” letteralmente “qui e ora” muovendosi nella stanza, e l’utilizzo di una cassa multidirezionale S.TO.NE danno al racconto di Reed l’imprevedibilità e l’incanto di quei dieci giorni.

ore 20.30

TRIO KANON
Violino Lena Yokoyama Violoncello Alessandro Copia Pianoforte Diego Maccagnola
Musiche di Dmitrij Šostakovič
Trio per violino, violoncello e pianoforte n. 1 in do minore op. 8
Trio per violino, violoncello e pianoforte n. 2 in mi minore op. 67

ore 21.30

LES ADIEUX! PAROLE SALVATE DALLE FIAMME
Ideazione Lisa Ferlazzo Natoli, Gianluca Ruggeri
Voci recitanti Lisa Ferlazzo Natoli, Fortunato Leccese
Musiche a cura e di Gianluca Ruggeri
Immagini Alessandro Ferroni, Maddalena Parise
Disegno luci Luigi Biondi
Regia, Spazializzazione del suono Giuseppe Silvi
Flauti Midi devices Gianni Trovalusci
Bayan Samuele Telari
Viola Costanza Negroni
Percussioni e Live electronics Gianluca Ruggeri
Soprano Galina Ovchinnikova
Regia Lisa Ferlazzo Natoli

“Un melologo per il nuovo millennio”, Les Adieux! Parole salvate dalle fiamme è un incontro di voci recitanti, musica e video. I tre attori si confrontano con un ensemble di quattro strumenti (viola, flauti, bayan e percussioni) Esenin, Majakovskij, Pasternak e Blok, compagni di strada della rivoluzione e dissidenti per posizione, con le loro parole, le loro contraddizioni, le loro morti e i loro esili, sono protagonisti di una traversata da un’epoca a un’altra, un viaggio a ritroso per recuperare radici antiche, trovare in versi e parole il ritmo di tamburi e il refrain di ballate popolari. Schegge d’esecuzioni celebri, discorsi di Lenin, Trotsky e Chrušcëv alla nazione, esperimenti futuristi e canti dell’Armata Rossa si muovono insieme a frammenti di film di Ejzenštejn, materiali d’archivio, riprese live ed elaborazioni video, in un continuum musicale attraverso il quale reinventare associazioni e narrazioni, riportare in vita l’alba di un’epoca e la sua fine, percepirne la folgorante eredità.

ore 22.30

Comincia la notte bianca…

martedì 7 dicembre 2017, ore 20.30

JEDERMANN
Il dramma della morte del ricco
Di Hugo von Hofmannsthal
Con Cristina Cattellani, Fiorella Ceccacci Rubino, Laura Cleri, Giancarlo Condè, Paola De Crescenzo, Davide Gagliardini, Luca Nucera, Nanni Tormen, Massimiliano Sbarsi, Carlo Sella, Emanuele Vezzoli
Versione semi-stage a cura di Walter Le Moli
Prima presentazione italiana

 Due anni dopo la caduta dell’impero austro-ungarico, Strauss, Reinhardt e Hofmannsthal (assieme ad Alfred Roller e Franz Schalk) fondano a Salisburgo il Festival, inaugurandolo con Jedermann di Hugo von Hofmannsthal, realizzato, con la regia di Max Reinhardt, sul sagrato e nella piazza del Duomo. Richiamandosi alle Sacre Rappresentazioni del Medioevo, Hofmannstahl indaga le possibilità di una narrazione appartenente al passato senza tentare modernizzazioni, e allo stesso tempo tratta l’universo dell’uomo medio, che viene attirato sia dalla sua voglia di vivere e di costruirsi il proprio destino, sia dalle angosce di chi deve comparire davanti al giudizio dell’Onnipotente. Questa visione della morte come giudizio immediato nonché individuale dell’uomo richiama la tradizione cattolica medievale, in cui la vita terrena era intesa solo come un passaggio necessario alla purificazione (o alla dannazione eterna) dell’anima. L’attenzione allo scavo nell’interiorità di un uomo (e di ogni uomo) rispetto alla morte, alla responsabilità sociale e al rapporto con il divino e con se stesso propongono una visione estremamente moderna e problematica dell’essere umano.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO DUE DI PARMA – Tel. 0521 230242 – biglietteria@teatrodue.org
La notte bianca dei Soviet € 35
I poeti sulle mine, Trio Kanon, Les Adieux! Parole salvate dalle fiamme, Jedermann € 12

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