con Roberto Abbati e Gianuca Gobbi

Spazio Shakespeare

9 dicembre 2016

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Macbeth
All’epoca in cui Duncan il Mite era Re di Scozia, viveva in quella regione un barone di nome Macbeth. Mentre Macbeth e il generale Banquo tornavano vittoriosi da una battaglia, ebbero l’apparizione di tre figure che si sarebbero dette donne, se non fosse stato per le loro barbe…

La dodicesima notte
Sebastiano e la sorella Viola, due giovani di Messalina, erano fratelli gemelli: sin dalla nascita si somigliavano tanto che, se non avessero portato vestiti diversi, sarebbe stato impossibile distinguerli l’uno dall’altra…

Storie d’amore e di inganni o rischi e pericoli della brama di potere; le trame Shakespeariane attraversano tutti gli universi dell’animo umano, le pieghe più recondite e gli istinti più feroci, perché, per dirla con Montaigne, nulla di ciò che è umano gli era estraneo.
La dodicesima notte e Macbeth sono i prossimi testi che il pubblico incontrerà (venerdì 9 dicembre) nell’ambito dei Racconti da Shakespeare dei fratelli Lamb, riduzioni essenziali che i due autori londinesi curarono per il pubblico più giovane.
Le trame ridotte all’osso e sfrondate dei personaggi secondari dovevano consentire la comprensione degli intrecci creati dal Bardo; così dei due gruppi contrapposti che dominavano nella divertente commedia La dodicesima notte, l’universo dei giovani – ardenti di passioni amorose mai corrisposte, inquieti e insoddisfatti – e l’universo acquietato dei vecchi – dominato da pace edonistica-, il racconto dei Lamb è concentrato solo sul fuoco giovanile.
A portare in scena la vibrante inquietudine dei fratelli gemelli Viola e Sebastian presso la vivace corte del duca Orsino sarà l’attore Roberto Abbati, che nella sua lunga carriera di attore ha recitato solo in due commedie shakespeariane contro 10 ruoli drammatici in altrettante tragedie. E sarà un tono di leggera autoironia a dominare il tête à tête con il pubblico.
Gli attori coinvolti nel ciclo di reading hanno carta bianca sui racconti che sono invitati a portare in scena e l’inevitabile messa a nudo degli artisti restringe la distanza fra loro e il pubblico, invitato a partecipare a questo vero e proprio gioco. Ed è con irruente ironia che Gianluca Gobbi, che il pubblico ha imparato a conoscere negli spettacoli Gyula e Ivanov, afferma che sarà un gioco leggere Macbeth. Ognuno troverà il suo senso nella Scottish play (meglio non nominarla troppo data la sua cattiva fama), perché tutto Shakespeare è straordinario per l’attore milanese, che lo ha recitato innumerevoli volte e che si è anche tatuato sul braccio il ritratto del poeta.
“Trattatemi come un distributore di benzina – ha affermato – io distribuirò parole, suoni. Giocate e divertitevi e se non vi piace… non applaudite”.

 

 

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