23 gennaio
La coppia armonica: Ferdinando Paër e Francesca Riccardi, intorno a Leonora
Ferdinando Paër (1771-1839), nacque a Parma da padre austriaco, cornista nell’orchestra del Teatro Ducale, da cui ricevette la prima educazione musicale. La sua prima opera, La locanda dei vagabondi, venne pubblicata nel 1789 quando aveva diciotto anni. A Vienna fu nominato direttore dell’importante teatro di Porta Carinzia e lì produsse Achille, il lavoro entusiasmò Napoleone, che lo volle al suo fianco. Nella capitale austriaca conobbe la cantante Francesca Riccardi, suo grande amore, con cui creò uno dei melodrammi celebri nel suo tempo, la Leonora, su un soggetto che Beethoven utilizzò per il suo Fidelio.
20 febbraio
Lo strumento dell’avventura: Giovanni Bottesini e il contrabbasso
Giovanni Bottesini (Crema 1821-Parma 1889) visse una vita avventurosa, legata al suo contrabbasso, strumento che mise alla gloria del repertorio solista, come ha raccontato mirabilmente Bruno Barilli nel Paese del melodramma. Diresse teatri a Cuba, la prima dell’Aida di Verdi (che molto lo stimava) al Cairo nel 1871 per l’inaugurazione del Canale di Suez, e infine approdò al Conservatorio di Parma.
20 marzo
Prima del cinema: l’Ariodante di Nino Rota al Regio nel 1942
Il 22 novembre 1942 al Teatro Regio nel tempo convulso della guerra, debuttò al Teatro Regio, l’opera nuova di un giovane compositore, allievo di Ildebrando Pizzetti, che componeva lavori tradizionali, al di fuori delle correnti artistiche del tempo. Ariodante, ispirata a Ariosto, rendeva omaggio a Händel e aveva come protagonista Mario Del Monaco. Il lavoro non ebbe seguito, ma già il compositore lavorava al suo titolo di maggiore successo, Il cappello di paglia di Firenze, che debuttò a Palermo nel 1955.
3 aprile
La sinfonia dell’addio: Ildebrando Pizzetti e Mario Castelnuovo Tedesco
Mario Castelnuovo Tedesco era stato l’allievo prediletto di Ildebrando Pizzetti, con cui aveva collaborato a lungo. Il musicista fiorentino era andato in esilio negli Stati Uniti nel 1939, per le leggi razziali e qui aveva trovato una nuova carriera, lavorando nelle colonne sonore. Dopo la guerra aveva sognato di trovare il successo come operista in Italia, con il suo Mercante di Venezia, composto nel 1956 e inviato al Concorso Campari, che prevedeva la rappresentazione alla Scala. Invece l’antico maestro fece un clamoroso sgambetto all’antico allievo e dirottò il premio sul suo Calzare d’argento. Il Mercante andò in scena a Firenze nel 1960 e Castelnuovo Tedesco riprese la via degli Stati Uniti.




