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UNA SOCIETÀ MIGLIORE DOPO LA PANDEMIA

 

SALVATORE SETTIS

coordina l’incontro Oberdan Forlenza
ARENA SHAKESPEARE
16 giugno, ore 21:00

Lockdown della cultura?

Un dialogo fra Oberdan Forlenza e Salvatore Settis

Le necessarie restrizioni in tempo di pandemia hanno messo in crisi non solo la scuola, le università e gli istituti di ricerca, ma anche le istituzioni culturali, dai musei ai teatri, dalle biblioteche agli archivi. Che cosa abbiamo imparato dall’esperienza di questi tempi difficili? Al di là dei problemi economici (come la mancata bigliettazione di mostre e musei) la lunga chiusura di musei e biblioteche ci ha insegnato qualcosa sul ruolo di queste istituzioni nella nostra società? Ci siamo accorti che potremmo tutto sommato farne a meno o ne abbiamo sentito la mancanza? Dobbiamo sperare che tutto torni com’era o ridisegnare la missione e le potenzialità delle istituzioni culturali nel mondo che verrà?

Salvatore Settis ha diretto a Los Angeles il Getty Research Institute (1994-99) e a Pisa la Scuola Normale Superiore (1999-2010). È stato presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali (2007-2009) e tra i founding members di European Research Council (2005-2011). Ha tenuto le Mellon Lectures alla National Gallery di Washington e a Madrid la Cátedra del Museo del Prado. Dal 2010 è presidente del Consiglio Scientifico del Louvre.
Fra i suoi libri: Italia S.p.A. – L’assalto al patrimonio culturale , Torino, Einaudi, 2002; Futuro del “classico”, Torino, Einaudi,  2004; Architettura e democrazia. Paesaggio, città, diritti civili, Torino, Einaudi, 2017; Cieli d’Europa. Cultura, creatività, uguaglianza, Torino, Utet, 2017; Incursioni. Arte contemporanea e tradizione, Milano, Feltrinelli, 2020.

 

La pandemia ha fermato il lavoro, rapporti sociali e personali, la voglia di stare insieme e crescere.
Il mondo del teatro ha pagato e sta ancora pagando un prezzo molto alto, con la chiusura degli spazi, l’immobilita degli attori, soprattutto con la perdita del contatto tra persone, cittadini.
È un prezzo in termini di crescita collettiva, civile e culturale.
Questo è quanto è successo e nessuno era consapevole, quindici mesi fa, di quanto lungo sarebbe stato il tunnel e quanto forte il prezzo da pagare.
Possiamo ora sperare di essere – se non ora tra non molto – fuori dalla pandemia. E forse una prima riflessione è possibile.
Potremo avere un mondo migliore dopo la pandemia? Vogliamo fortemente crederlo.
Ma occorre capire quanto il nostro mondo è cambiato in questi mesi e come potrà ancora cambiare, nei rapporti internazionali e politico-economici, nell’organizzazione e nell’accesso alla cultura, nei nostri rapporti con la scienza.
Per questo, abbiamo ritenuto utile proporre una serie di riflessioni con eminenti personalità della scienza, della cultura, della politica e del diritto. Perché possano offrirci una valutazione fuori dall’ansia e prima che la quotidianità con le sue esigenze prenda il sopravvento.
Si tratta di incontri brevi e diretti, caratterizzati da alta competenza e franchezza. Potremo dialogare e porre e porci domande, per comprendere cosa deve e può cambiare, in definitiva cosa occorre fare per avere una vita migliore.

Oberdan Forlenza

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