liberamente ispirato a Riccardo III di William Shakespeare
traduzione Teresa Vila
con Francesco Montanari
scene Paolo Di Benedetto
costumi Gianluca Sbicca
luci Manuel Frenda
direttore di scena in tournée Gianluca Tomasella
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Carnezzeria
in collaborazione con IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana
Un Re che per diventare tale ha dovuto eliminare tutti i possibili rivali; un attore che finalmente ha ottenuto il ruolo della vita. Francesco Montanari è protagonista del monologo di Gabriel Calderón, un’originale variazione sul tema di Riccardo III di William Shakespeare, in cui i confini tra epoche e identità si fanno labili, sullo sfondo di una stessa realtà di ambizione, sete di potere, violenza repressa.
Questo testo arriverà al teatro come un corpo gentile, vergine, ma allo stesso tempo fragile e grezzo. Lo si dovrà pulire, modellare, lavorare. Non è pronto ad essere rappresentato; non credo ci sia niente di peggio che “mettere in scena” o “fare un testo”. Questo arriva come un attore, con le sue migliori qualità, ma anche con i suoi immaginabili limiti. Bisognerà aiutarlo ad essere migliore di quello che è ora. Con amore, passione e talvolta dolore, dovrà essere tagliato, corretto, riordinato, quel tanto che servirà per creare teatro; si potrà anche cambiarne il senso, perché alla fine il senso si costruisce, non viene dettato da un testo. Questo è una mappa, una cartografia che disegna un territorio, il quale non sempre corrisponde al progetto delineato sul piano. Usa la mappa per spostarti lungo il territorio, ma tira fuori, appena puoi, il naso da queste carte e lasciati guidare dalla scoperta del territorio teatrale.
Gabriel Calderòn




