TI REGALO LA MIA MORTE VERONIKA

traduzione e adattamento di Federico Bellini e Antonio Latella

tratto dal film Veronika Voss
di Rainer Werner Fassbinder

con
Monica Piseddu
e
Valentina Acca
Massimo Arbarello
Fabio Bellitti
Caterina Carpio
Sebastiano Di Bella
Estelle Franco
Nicole Kehrberger

Fabio Pasquini
Annibale Pavone
Maurizio Rippa

scene Giuseppe Stellato
costumi Graziella Pepe
musiche Franco Visioli
luci Simone de Angelis
ombre Altretracce

assistente alla regia Brunella Giolivo

regia Antonio Latella

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione
nell’ambito del Progetto Prospero

Utilizzo della sceneggiatura Die Sehnsucht der Veronika Voss di Peter Märthesheimer e Pea Fröhlich, da una bozza di Rainer Werner Fassbinder, per gentile concessione della Fondazione Rainer Werner Fassbinder – Berlino e di Verlag der Autoren – Francoforte sul Meno / Germania.”
“Per gentile concessione di Arcadia & Ricono Srl a socio unico, via dei Fienaroli, 40 – 00153 Roma – Italy”

Spazio Grande

4, 5 marzo 2016, ore 20.30
6 marzo ore 16.00

ACQUISTA IL BIGLIETTO

Dopo il pluripremiato Un tram che si chiama desiderio, Antonio Latella prosegue la sua analisi dell’universo femminile con uno spettacolo che rilegge i miti del cinema occidentale e ne indaga le icone che essi hanno regalato alla memoria collettiva; un percorso già sfociato in Francamente me ne infischio, personale rilettura di Via col vento che ha recentemente impegnato il regista nel confronto con un film chiave della storia popolare del cinema occidentale.
Latella ritrova qui la poetica di Rainer Werner Fassbinder a distanza di quasi dieci anni: era infatti del 2006 la sua rilettura teatrale di Le lacrime amare di Petra von Kant. La base di questo nuovo lavoro non è però un testo teatrale dell’autore bavarese, bensì l’opera cinematografica che Fassbinder ha dedicato alla rappresentazione e all’analisi della donna. Partendo dalla rievocazione della vicenda di Veronika Voss, ultima tra le protagoniste del suo cinema, lo spettacolo incontra alcune delle figure femminili alle quali il regista ha consegnato la sua intera opera; un lavoro il cui sguardo cinematografico e biografia personale tendono inevitabilmente a coincidere.
Lo spettacolo è quasi una corsa folle, senza protezioni, una prolungata allucinazione dove realtà e finzione diventano indistinguibili. Si entra così nella mente di Veronika, diva sul viale del tramonto e vittima della morfina somministrata da medici senza scrupoli; i ricordi e i personaggi rievocati diventano apparizioni in bianco e nero, il nero come forma perfetta che fagocita gli altri colori e il bianco della purezza ma anche del lutto. E, inevitabilmente, il bianco della morfina che trasforma le memorie in gratificazioni, deforma ogni percezione fino a rendere accettabile la morte come possibilità, o liberazione. Un viaggio in cui Veronika e le altre eroine del cinema fassbinderiano regalano il proprio sacrificio al loro ideatore, il regista, il medico ma anche il carnefice Fassbinder, a sua volta, probabilmente, personaggio del suo stesso dramma.

Utilizzo della sceneggiatura Die Sehnsucht der Veronika Voss di Peter Märthesheimer e Pea Fröhlich, da una bozza di Rainer Werner Fassbinder, per gentile concessione della Fondazione Rainer Werner Fassbinder – Berlino e di Verlag der Autoren – Francoforte sul Meno / Germania.”

“Per gentile concessione di Arcadia & Ricono Srl a socio unico, via dei Fienaroli, 40 – 00153 Roma – Italy”

X