Interviste

Fiorella Ceccacci Rubino ci parla della creazione del suo personaggio in Girotondo Kabarett, che non esiste nel testo schnitzleriano ma che pervade tutti i raccordi tra le scene, per rappresentare un mondo bellissimo e audace che non esiste più. Anche attraverso il canto: il regista Walter Le Moli e la tessitura musicale di Alessandro Nidi hanno disegnato con l’attrice un’atmosfera in cui tutto è permesso, con malinconia (le canzoni hanno testi, fra gli altri, di Rilke) ma anche con grande ironia. L’ispirazione? Viene da donne forti, prima la Marlene Dietrich dell’Angelo Azzurro e poi Anita Berber, che rappresenta in pieno il periodo fra le due guerre. “Un lavoro meraviglioso”.

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