In collaborazione con Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Parma e Piacenza, nei mesi di giugno – luglio 2001 Fondazione Teatro Due ha dato vita al PROGETTO FARNESE SHAKESPEARE.
Il Teatro Farnese, spazio eccezionale quasi contemporaneo al Globe Theatre, è stato costruito in occasione delle nozze tra Odoardo Farnese e Margherita de’ Medici per opera dell’ingegnere e architetto Giovan Battista Aleotti. Venne inaugurato nel 1628 col Torneo “Mercurio e Marte” di Claudio Achillini su musica di Claudio Monteverdi.
Nell’anno delle Celebrazioni Verdiane Fondazione Teatro Due non poteva esimersi dall’immaginare un “Progetto Shakespeare” dedicato all’autore che ha certo rappresentato per Verdi una delle fonti principali di ispirazione, se non l’idea stessa che del teatro aveva il musicista. La Fondazione Teatro Due ha scelto, quindi, di presentare: La tempesta, per la regia di Dominique Pitoiset e Come vi piace, per la regia di Gigi Dall’Aglio. Nel 2002 il progetto prosegue con Amleto con la regia di Walter Le Moli. Nel 2003 dà spazio agli autori elisabettiani con Peccato fosse puttana di John Ford con la regia di Luca Ronconi.

È un rapporto straordinario quello che lega Verdi a Shakespeare. Al punto che una delle chiavi fondamentali per comprendere appieno il percorso artistico del sommo Maestro del melodramma va ricercata nel suo costante e addirittura ossessivo riferimento all’opera del Bardo.
Parma e i Verdi Festival non potevano far mancare, nell’anno delle Celebrazioni Verdiane, uno speciale omaggio al genio immortale che, insieme al “nostro” figlio più illustre, condivide la giusta fama di autore di teatro tuttora più rappresentato al mondo. È su queste solide basi che poggia, dunque, il “Progetto Farnese-Shakespeare”, ideato dalla Fondazione Teatro Due, dalla Fondazione Società di Cultura Giuseppe Verdi e dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Parma e Piacenza quale parte integrante del grande cartellone artistico dedicato al Centenario della morte di Giuseppe Verdi.
Ma esiste anche una seconda ragione che rende del tutto eccezionale questo attesissimo momento del Verdi Festival. Ed è la magica cornice che ospiterà due degli allestimenti previsti e che, non a caso, caratterizza lo stesso titolo di questo ambizioso progetto: il Teatro Farnese di Parma. Con questa impresa – perché è di questo che occorre parlare senza timore di incorrere in alcuna inutile enfasi – Parma restituisce così definitivamente alla cultura viva uno spazio che non ha eguali al mondo. 
Elvio Ubaldi
Sindaco di Parma
Il ciclo ospitato al Farnese sottolinea il legame fra Verdi e Shakespeare e la valenza dell’opera verdiana come spazio ideale in cui la musica è al servizio della drammaturgia e il tutto è concepito in funzione di un teatro totale, che è la vera ragione del successo ininterrotto del titoli verdiani, pari a quello dei titoli shakespeariani.
Bruno Cagli
Direttore Artistico del Verdi Festival
Lo spazio magico del Teatro Farnese non è facilmente abbordabile anche se ha esercitato su tanti artisti un desiderio recondito di misurarsi con esso. Fra i tanti vorrei, qui, solo ricordare l’appassionato tentativo del Maestro Claudio Abbado che dal 1980 ne percorse più volte la cavea e il palcoscenico per rintracciare, in piena consapevolezza, possibili idonee soluzioni ad un uso complessivo, gradinate comprese. Pensieri, speranze, visioni, che non andarono in porto…
Resta il dispiacere di non aver potuto soddisfare i suoi desideri. Nel contempo molti lavori di miglioramento della sicurezza sono stati effettuati, ma il Teatro non potrà che restare, sempre, un luogo d’eccezione e forse, anche in questo, continueranno a permanere il suo fascino e la sua attrazione.
Un uso continuato e pressante contrasterebbe con la sua fragilità di memoria ricomposta e di struttura e di collocazione.
Accontentiamoci per tanto di programmi unici e rigorosi, pensati appositamente e in sintonia con il luogo nel suo complesso come accadrà con il “Progetto Farnese-Shakespere”, nato dopo lunghe riflessioni e con l’intento di proporre un nuovo seducente incontro fra luogo e testo, fra genio dell’architettura e genio della parola: binomio che ha messo a dura prova regista, attori, tecnici, organizzatori in strettissimo e pressante spirito di collaborazione con la Soprintendenza.
Lucia Fornari Schianchi
Soprintendente Beni Artistici e Storici di Parma e Piacenza
È un gigante teatrale sopravvissuto a tutto, anche a quel San Giorgio sul cavallo alato apparso un bel mattino di metà secolo scorso.
Ha vissuto nascosto grazie a magie e sortilegi che lo occultavano, temendo e disprezzando i tempi e soprattutto il furore del Novecento e delle sue macchine, forse aspettando il nuovo millennio.
Ora eccolo. Avrebbe da sempre potuto balzarci agli occhi. Ma l’ovvietà è la scoperta più difficile. E solo l’amore per questo “mostro” – che retrodata la storia teatrale di Parma di due secoli – poteva spingere a percorrere sentieri impervi, affrontare prove e superare ostacoli per “sposare”, infine, due contemporanei e dare finalmente a Shakespeare quel che è di Shakespeare e al Farnese quel che è del Farnese.
Fondazione Teatro Due
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